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domenica 22 febbraio 2015
Riflessioni post Giornata del Pensiero
Ok, non ho ancora imparato che non devo fare tardi la sera se poi la mattina mi devo alzare alle 6. Oggi c'è stata la Giornata del Pensiero, in ricordo della nascita di BP, l' "INVENTORE" degli scout; eravamo tutta la zona Pontina riunita ed è stato bello rivedere alcune persone conosciute durante questi anni. Ti accorgi di essere cresciuta quando TUTTE le persone con cui ti fermi a parlare ti dicono: "maaaa non è arrivato il momento di prendere la partenza? non sei vecchia?"; già, la partenza. Tranquilli, arriverà anche per me. Insomma, ho rivisto un po' di gente, tutti si sono accorti del cambio di colore ai capelli, nessuno si è accorto del cambio di sorriso. Adesso ho un mal di testa allucinante, un sonno che mi si porta via e tante domande nella testa. Questa è stata davvero la mia ultima GdP? Boh. Cioè io penso di sì. Però è un po' triste come cosa. Pensare che non dovrò più svegliarmi all'alba per andare a Cisterna, a Latina, ad Aprilia, a Sezze, per sentire urlare i lupetti, per vedere gli esploratori e le guide che si abbracciano, per salutare ancora tutte le persone che mi diranno "hai preso la partenza! L/C o E/G?". Mi mancherà tutto questo. Dividersi in gruppi, poi in sottogruppi, fare sempre le stesse attività ma ogni anno un po' modificate; andare a messa e dormire profondamente, poi far ruotare in aria il fazzolettone mentre si canta "Danza la vita". Che belli i colori dei fazzolettoni. Ogni anno confondo sempre qualche gruppo. Insomma, in generale lo scoutismo mi mancherà (se dovessi decidere di smettere). Con lo scoutismo è stato un colpo di fulmine, poi l'amore si è rafforzato, ma adesso sento che la passione sta scemando. Oggi vedevo capi reparto, capi gruppo, Akela, Kaa, che rincorrevano lupetti, che parlavano tra loro, che scherzavano con i ragazzi.. e ho pensato: "io non sono così". Boh. Sarà che sono stanchissima e non so nemmeno cosa sto scrivendo. Sarà che prima di andarmene ho discusso con la mia capo fuoco (non si è regolata). Sarà che boh, mi sento troppo strana, troppo cambiata, troppo diversa da come ero 6 anni fa, quando questa mia avventura scoutistica è iniziata. Rimane il fatto che ci penserò bene e con la Ross mi schiarirò le idee. E che non farò mai più tardi se poi mi devo alzare alle 6, lo giuro.
sabato 2 giugno 2012
Due giorni alla scoperta della pace.
Mercoledì, 30 maggio.
Ore 7.10
Il porto di Nettuno è deserto. Mare calmo, all'apparenza. Le barche ferme ondeggiano piano, come se si stessero riposando. Il cielo è coperto da nuvole grigie, ma comunque oggi sarà bel tempo. Poca voglia di parlare, tanta di partire. Visi insonnoliti. Borsoni appoggiati all'entrata del molo D nell'attesa di essere caricati su una di quelle barche.
"Certo potevamo partire un po' più tardi.. Ma tutti gli altri dove sono? L'appuntamento era alle 7.15, tra qualche minuto dovrebbero essere qui. Mamma mia che sonno.. Chissà qual è la nostra barca! Ecco, due ragazze del nostro equipaggio hanno aperto il cancelletto del molo e ci stanno facendo strada verso la barca! Mentre cammino, insieme a Giulia commento ogni barca cui passiamo vicino: wow, questa è bellissima! Guarda questa, è proprio grande! Questa invece non è niente di che.. Siamo arrivate alla nostra barca: sopra ci sono già i professori, Latorre e La Spezia, che ci salutano e ci invitano a salire. Un saluto veloce ai genitori di Giulia che ci hanno accompagnate e poi sono subito a piedi nudi che cammino sopra la barca! E'.. Bellissima! Ci sono quattro cabine, ognuna da due posti; visto che siamo dieci persone totali le altre due dormono sul divanetto che diventa un letto. Giulia ed io posiamo i nostri borsoni in una cabina e già non siamo più insonnolite, non vediamo l'ora di partire! Aspettiamo le ultime persone dell'equipaggio che hanno fatto qualche minuto di ritardo e poi, quasi senza rendercene conto, sciogliendo una cima, accendendo il motore, la barca si muove!"
Ore 8.20
La barca si muove veloce, ha superato l'altra con cui è partita. Se si girano verso poppa i ragazzi possono vedere ancora la costa di Nettuno, una lunga striscia grigio scuro a contrasto con il cielo limpido. Se si girano verso prua, l'affascinante infinito dell'orizzonte. Sorrisi, onde, entusiasmo. Il viaggio è iniziato da poco ma sembra essere passato già tantissimo tempo.
"L'euforia della partenza ha già lasciato il posto al lento trascorrere del tempo.. Sentiamo solo il rumore del motore e del vento e ci stiamo rendendo conto che sarà un lungo viaggio, se non troviamo qualche svago! Ho appena conosciuto Silvia e Silvia, due ragazze che stanno in barca con noi; sono molto simpatiche e divertenti e la cosa più buffa è che loro, amiche, hanno lo stesso nome e anche noi, amiche, ci chiamiamo allo stesso modo.. Quattro ragazze per due nomi! Parlando con le nostre nuove compagne di viaggio il tempo passa più velocemente. Che succede? Cosa? Il motore non funziona più? E adesso? Il prof dice di non preoccuparci, sicuramente è solo un piccolo problema con il gasolio.. Ridiamo per sdrammatizzare, nel frattempo aiutiamo il prof a issare la randa e il genoa (che sarebbe il fiocco nelle barche più piccole).. Sono due ali di farfalla giganti! Pezzi di bianco altissimi, forti, leggeri.. Approfittiamo del poco vento che c'è e proseguiamo verso Ponza a vela!"
Ore 15.30
Ponza è un blocco di rocce e di verde. La barca viaggia ancora, dopo ore, sta girando intorno all'isola per arrivare al porto. A destra Palmarola, a sinistra Zannone. Altri blocchi di terra incantevoli. Flash, voci, vento. Sono quasi arrivati, un piccolo faro li saluta sopra uno scoglio altissimo.
"Ce l'abbiamo fatta! Osservare la terra di Ponza da sopra la barca è molto rilassante.. Ma quanto ci vuole per arrivare al porto? E' dall'altra parte dell'isola, il prof dice almeno un'ora.. ancora. Gli altri sono già arrivati da una mezz'oretta, ma purtroppo noi abbiamo perso tempo per colpa del guasto al motore: dopo circa quarantacinque minuti che stavamo viaggiando con le vele, il prof ha deciso di tornare indietro, perché il vento non ci stava aiutando e la cosa più importante era riparare il motore. Le nostre facce? Deluse e tristi. Saremmo dovuti tornare a Nettuno, dormire lì e ripartire per Ponza domani mattina presto! Ma come, la parte migliore di questo viaggio è proprio stare a Ponza di sera! Comunque abbiamo iniziato a tornare indietro.. Poi una barca della guardia costiera ci ha fatto invertire rotta e visto che il vento è incontrollabile la barca è tornata a viaggiare verso Ponza.. Non ho mai visto persone cambiare atteggiamento ed espressione così velocemente!"
Ore 18.00
I ragazzi hanno toccato terra da un po', stanno esplorando l'isola. Alcuni di loro si trovano su un autobus con gli occhi rivolti verso i finestrini ad ammirare estasiati i meravigliosi paesaggi di Ponza. Mare trasparente, grotte, piscine naturali. Tutto ha uno strano sapore selvaggio. Tutto è caldo.
"E' strana Ponza.. Ha un'aria misteriosa, si percepisce calore ovunque, sembra non appartenere a questo tempo.. Ma è bellissima, spettacolare! Addirittura l'acqua del porto è limpida e sembra un'acquario.. La nostra barca è ormeggiata vicino all'altra; dopo aver fatto un giro panoramico su un autobus insieme a Gianmarco, Flaviana e Roberta, Giulia ed io torniamo sulla barca a cenare. Il vento è fresco! Più tardi se vogliamo uscire a fare una passeggiata ci conviene rifugiarci in qualche locale, o bar. Che facciamo domani prof? Andiamo a fare il bagno in qualche bel posto? Forse andiamo all'arco naturale, o a Cala Inferno, dove i subacquei fanno un'immersione. Adesso andiamo a cercare un locale per passare la serata! Ne abbiamo trovato solo uno piccolino, infatti dopo aver bevuto qualcosa siamo tornati in barca.. Sono stanchissima.. La barca si muove impercettibilmente, quasi non la sento.. Buonanotte Ponza, a domani.."
Giovedì, 31 maggio.
Ore 5.30
Il sole sorge, Ponza dorme ancora. Il calore sta tornando a bagnare le barche, gli scogli, le case, la pelle. Calma totale. Pace. Sale, acqua, gabbiani, voglia di tuffarsi in quel mare stupendo. Questa giornata dovrà durare tanto.
"Giulia stamattina presto è andata a vedere l'alba perché non riusciva a dormire.. Io non ce l'ho fatta ad alzarmi, ho dormito un'altra ora. Stamattina andiamo a fare il bagno all'arco naturale e poi da lì ripartiamo direttamente per Nettuno.. Perché il paradiso dura così poco? Qui sto benissimo, mi sto caricando di energia positiva, non vorrei mai andarmene.. Ma il prof è riuscito a far riparare il motore da un meccanico qui al porto, quindi non ci sono scuse: all'una ripartiremo. Beh, godiamoci questa pace fino all'ultimo! Non ci mettiamo molto per arrivare all'arco naturale.. e lo spettacolo è mozzafiato! Il mare è solo per noi, minuscoli puntini nell'infinito. L'acqua è gelida! Piano piano riesco a scendere dalle scalette.. vado sott'acqua e apro gli occhi: il blu mi circonda, profondo, freddo, intrigante, maestoso. Nuoto con Giulia fino alla riva piena di sassi: è tremendo camminare qui sopra! Il sole è potente, ci rilassa, ci abbandoniamo a questa pace precaria, così fragile e sfuggente.."
Ore 13.15
La barca riparte, bagnata. I ragazzi hanno finito la loro avventura. Fa caldo, ma il vento ha iniziato a danzare tra le onde. I ragazzi sanno che tutto ciò che hanno vissuto queste ore è qualcosa di irripetibile. Perché il paradiso dura così poco?
"Ciao, Ponza. Perché ho l'impressione che tutto sia stato solo un sogno? Un breve flash che mi ha catapultata a vivere queste ore senza pensare a niente, solo a vivere. Man mano che ci allontaniamo dall'isola ilo mare sembra più grigio, il cielo anche, forse sono veramente più grigi.. Il mare non brilla più. Non posso pensare che domani tornerà tutto come prima, scuola, impegni, pensieri, appuntamenti, orari.. Qui ho vissuto per sognare, e basta. Non ci posso credere, non ce la faccio a tornare a scuola.. Ciao, Ponza. Le onde mi stanno riempiendo la testa di pace e non resisto.."
Ore 19.30
La barca si ferma al molo. I ragazzi salutano i loro genitori, i loro amici. I ragazzi profumano ancora di Ponza e di mare, per loro è difficile spiegare cosa hanno vissuto. La barca torna a riposare, i ragazzi la guardano. Si allontanano piano, non riescono a staccare gli occhi dall'orizzonte. Quella linea perfetta che separa due elementi così simili, così blu, il cielo, il mare. La pace.
"Sono a terra, ma ho ancora la sensazione di dondolare sulle onde.. E Ponza? E il mare? E il sole? Sono qui sul mio letto a ripensare a tutto il viaggio.. e una leggera brezza mi provoca dei brividi; forse è il vento salato dell'isola che mi è rimasto addosso. Dopo questi due giorni ho imparato ad apprezzare anche i più insignificanti momenti di tranquillità che mi si presentano davanti durante la giornata. Siamo solo dei minuscoli puntini nell'infinito, è vero.. E la pace è molto difficile da trovare, per noi che siamo così piccoli.. Buonanotte Ponza.."
Prof, quanto è profondo qui il mare?
61 metri.
E qui, prof?
98 metri,
E qui?
Il computer riesce a percepire la profondità fino a 100 metri.. Qui staremo sui 200-400..
Piccoli insignificanti puntini nell'infinito.
Perché il paradiso dura così poco?
Ore 15.30
Ponza è un blocco di rocce e di verde. La barca viaggia ancora, dopo ore, sta girando intorno all'isola per arrivare al porto. A destra Palmarola, a sinistra Zannone. Altri blocchi di terra incantevoli. Flash, voci, vento. Sono quasi arrivati, un piccolo faro li saluta sopra uno scoglio altissimo.
"Ce l'abbiamo fatta! Osservare la terra di Ponza da sopra la barca è molto rilassante.. Ma quanto ci vuole per arrivare al porto? E' dall'altra parte dell'isola, il prof dice almeno un'ora.. ancora. Gli altri sono già arrivati da una mezz'oretta, ma purtroppo noi abbiamo perso tempo per colpa del guasto al motore: dopo circa quarantacinque minuti che stavamo viaggiando con le vele, il prof ha deciso di tornare indietro, perché il vento non ci stava aiutando e la cosa più importante era riparare il motore. Le nostre facce? Deluse e tristi. Saremmo dovuti tornare a Nettuno, dormire lì e ripartire per Ponza domani mattina presto! Ma come, la parte migliore di questo viaggio è proprio stare a Ponza di sera! Comunque abbiamo iniziato a tornare indietro.. Poi una barca della guardia costiera ci ha fatto invertire rotta e visto che il vento è incontrollabile la barca è tornata a viaggiare verso Ponza.. Non ho mai visto persone cambiare atteggiamento ed espressione così velocemente!"
Ore 18.00
I ragazzi hanno toccato terra da un po', stanno esplorando l'isola. Alcuni di loro si trovano su un autobus con gli occhi rivolti verso i finestrini ad ammirare estasiati i meravigliosi paesaggi di Ponza. Mare trasparente, grotte, piscine naturali. Tutto ha uno strano sapore selvaggio. Tutto è caldo.
"E' strana Ponza.. Ha un'aria misteriosa, si percepisce calore ovunque, sembra non appartenere a questo tempo.. Ma è bellissima, spettacolare! Addirittura l'acqua del porto è limpida e sembra un'acquario.. La nostra barca è ormeggiata vicino all'altra; dopo aver fatto un giro panoramico su un autobus insieme a Gianmarco, Flaviana e Roberta, Giulia ed io torniamo sulla barca a cenare. Il vento è fresco! Più tardi se vogliamo uscire a fare una passeggiata ci conviene rifugiarci in qualche locale, o bar. Che facciamo domani prof? Andiamo a fare il bagno in qualche bel posto? Forse andiamo all'arco naturale, o a Cala Inferno, dove i subacquei fanno un'immersione. Adesso andiamo a cercare un locale per passare la serata! Ne abbiamo trovato solo uno piccolino, infatti dopo aver bevuto qualcosa siamo tornati in barca.. Sono stanchissima.. La barca si muove impercettibilmente, quasi non la sento.. Buonanotte Ponza, a domani.."
Giovedì, 31 maggio.
Ore 5.30
Il sole sorge, Ponza dorme ancora. Il calore sta tornando a bagnare le barche, gli scogli, le case, la pelle. Calma totale. Pace. Sale, acqua, gabbiani, voglia di tuffarsi in quel mare stupendo. Questa giornata dovrà durare tanto.
"Giulia stamattina presto è andata a vedere l'alba perché non riusciva a dormire.. Io non ce l'ho fatta ad alzarmi, ho dormito un'altra ora. Stamattina andiamo a fare il bagno all'arco naturale e poi da lì ripartiamo direttamente per Nettuno.. Perché il paradiso dura così poco? Qui sto benissimo, mi sto caricando di energia positiva, non vorrei mai andarmene.. Ma il prof è riuscito a far riparare il motore da un meccanico qui al porto, quindi non ci sono scuse: all'una ripartiremo. Beh, godiamoci questa pace fino all'ultimo! Non ci mettiamo molto per arrivare all'arco naturale.. e lo spettacolo è mozzafiato! Il mare è solo per noi, minuscoli puntini nell'infinito. L'acqua è gelida! Piano piano riesco a scendere dalle scalette.. vado sott'acqua e apro gli occhi: il blu mi circonda, profondo, freddo, intrigante, maestoso. Nuoto con Giulia fino alla riva piena di sassi: è tremendo camminare qui sopra! Il sole è potente, ci rilassa, ci abbandoniamo a questa pace precaria, così fragile e sfuggente.."
Ore 13.15
La barca riparte, bagnata. I ragazzi hanno finito la loro avventura. Fa caldo, ma il vento ha iniziato a danzare tra le onde. I ragazzi sanno che tutto ciò che hanno vissuto queste ore è qualcosa di irripetibile. Perché il paradiso dura così poco?
"Ciao, Ponza. Perché ho l'impressione che tutto sia stato solo un sogno? Un breve flash che mi ha catapultata a vivere queste ore senza pensare a niente, solo a vivere. Man mano che ci allontaniamo dall'isola ilo mare sembra più grigio, il cielo anche, forse sono veramente più grigi.. Il mare non brilla più. Non posso pensare che domani tornerà tutto come prima, scuola, impegni, pensieri, appuntamenti, orari.. Qui ho vissuto per sognare, e basta. Non ci posso credere, non ce la faccio a tornare a scuola.. Ciao, Ponza. Le onde mi stanno riempiendo la testa di pace e non resisto.."
Ore 19.30
La barca si ferma al molo. I ragazzi salutano i loro genitori, i loro amici. I ragazzi profumano ancora di Ponza e di mare, per loro è difficile spiegare cosa hanno vissuto. La barca torna a riposare, i ragazzi la guardano. Si allontanano piano, non riescono a staccare gli occhi dall'orizzonte. Quella linea perfetta che separa due elementi così simili, così blu, il cielo, il mare. La pace.
"Sono a terra, ma ho ancora la sensazione di dondolare sulle onde.. E Ponza? E il mare? E il sole? Sono qui sul mio letto a ripensare a tutto il viaggio.. e una leggera brezza mi provoca dei brividi; forse è il vento salato dell'isola che mi è rimasto addosso. Dopo questi due giorni ho imparato ad apprezzare anche i più insignificanti momenti di tranquillità che mi si presentano davanti durante la giornata. Siamo solo dei minuscoli puntini nell'infinito, è vero.. E la pace è molto difficile da trovare, per noi che siamo così piccoli.. Buonanotte Ponza.."
Prof, quanto è profondo qui il mare?
61 metri.
E qui, prof?
98 metri,
E qui?
Il computer riesce a percepire la profondità fino a 100 metri.. Qui staremo sui 200-400..
Piccoli insignificanti puntini nell'infinito.
Perché il paradiso dura così poco?
giovedì 24 maggio 2012
Bellezza e stupidità.
Vorrei parlare della stupidità delle persone, della loro superficialità. Mi capita di stare a contatto con ragazze che la prima cosa che fanno appena arrivate a scuola è guardarsi allo specchio e sistemarsi i capelli, dicendo "stamattina sono orribile!".. Orribile? Veramente vi preoccupate così tanto per il vostro aspetto esteriore?
La seconda cosa che fanno è tirare fuori il loro maxi beauty-case e passarsi la matita o il rimmel. A scuola. Perché sono orribili.
Ma secondo me non è vero che si sentono brutte! Questa è solo una scusa per sentirsi ancora di più al centro dell'attenzione. La maggior parte sono ragazze molto belle.
Eppure così stupide. Non è possibile che pensano solo ad apparire sistemate, apposto, truccate e attraenti, non ci voglio credere. La mente di una persona non può funzionare così, a 17 anni. A 17 anni abbiamo la bellezza della nostra età, siamo belle perché siamo semplici e vere. Non possiamo ridurci a fare le finte "oh cielo sono oscena!" solo per attirare l'attenzione delle compagne di classe insonnolite e spettinate che ancora sbadigliano perché avrebbero voluto dormire un po' di più ma le loro madri le hanno buttate giù dal letto.
Non possiamo ridurci così.
Mi stupisco di quanto reputi stupide certe persone.
Sono solo questi i valori che hanno importanza per loro?
Trucchi, vestiti, bellezza, abbronzatura, creme, capelli, ragazzi. Solo questi?
Chissà se sono consapevoli della loro superficialità. Bah.
Io ho brufoli dappertutto. Ho i capelli normali, niente di che.. Ho le unghie corte e le mani non curate perché mi mangio le pellicine. Ho la pelle chiara e l'abbronzatura nemmeno mi piace. Non sono magrissima.. Non so nemmeno camminare con i tacchi! Mi vesto sempre con jeans e maglietta colorata, la maggior parte dei vestiti che ho non sono di marca. Non mi trucco spessissimo, e quando lo faccio metto solo un po' di matita, azzurra o verdeacqua. Ho la pelle piena di imperfezioni.
Ma molte persone dicono che sono bella.. E io ho iniziato a crederci.
Perché forse la bellezza che intendo io non è quella che appartiene alle pseudo modelle-oh-cielo-sono-oscena. La bellezza che intendo io è più nascosta della loro stupidità...
La seconda cosa che fanno è tirare fuori il loro maxi beauty-case e passarsi la matita o il rimmel. A scuola. Perché sono orribili.
Ma secondo me non è vero che si sentono brutte! Questa è solo una scusa per sentirsi ancora di più al centro dell'attenzione. La maggior parte sono ragazze molto belle.
Eppure così stupide. Non è possibile che pensano solo ad apparire sistemate, apposto, truccate e attraenti, non ci voglio credere. La mente di una persona non può funzionare così, a 17 anni. A 17 anni abbiamo la bellezza della nostra età, siamo belle perché siamo semplici e vere. Non possiamo ridurci a fare le finte "oh cielo sono oscena!" solo per attirare l'attenzione delle compagne di classe insonnolite e spettinate che ancora sbadigliano perché avrebbero voluto dormire un po' di più ma le loro madri le hanno buttate giù dal letto.
Non possiamo ridurci così.
Mi stupisco di quanto reputi stupide certe persone.
Sono solo questi i valori che hanno importanza per loro?
Trucchi, vestiti, bellezza, abbronzatura, creme, capelli, ragazzi. Solo questi?
Chissà se sono consapevoli della loro superficialità. Bah.
Io ho brufoli dappertutto. Ho i capelli normali, niente di che.. Ho le unghie corte e le mani non curate perché mi mangio le pellicine. Ho la pelle chiara e l'abbronzatura nemmeno mi piace. Non sono magrissima.. Non so nemmeno camminare con i tacchi! Mi vesto sempre con jeans e maglietta colorata, la maggior parte dei vestiti che ho non sono di marca. Non mi trucco spessissimo, e quando lo faccio metto solo un po' di matita, azzurra o verdeacqua. Ho la pelle piena di imperfezioni.
Ma molte persone dicono che sono bella.. E io ho iniziato a crederci.
Perché forse la bellezza che intendo io non è quella che appartiene alle pseudo modelle-oh-cielo-sono-oscena. La bellezza che intendo io è più nascosta della loro stupidità...
lunedì 7 maggio 2012
Domande irrisolte e problemi.
La sera è sempre un buon momento per pensare. Per riflettere.
Per farmi domande, per non trovare risposte.
A volte mi chiedo se sto spendendo bene questa mia vita. Sono ancora giovane, è vero, ma penso che tutte le azioni che sto compiendo avranno una conseguenza sul mio futuro, prossimo o lontano.
Bugie.
Non posso, non posso dirvelo! Così continuo a inventarmi verità che non esistono, situazioni piacevoli che fanno stare tranquilli; vi riempio la testa di cose che voi volete sentire, vi inganno, senza timore di essere scoperta, senza vergogna, senza pentirmi.
Bugie.
Mento anche a me stessa.
Ho paura che prima o poi potreste scoprire tutto.
Mi vergogno per quello che vi dico.
Mi pento perché vi sto prendendo in giro e non ve lo meritate.
Eppure continuo, perché non posso, non posso dirvelo!
Sto spendendo bene questa mia parte di vita?
Non lo so, a volte mi sembra di vivere solo per sopravvivere, a volte vorrei piangere tra le vostre braccia e dirvi ogni cosa. Mi sento piccola. Capisco di aver bisogno del vostro appoggio, delle vostre sicurezze, ma non posso, non posso perché potreste reagire male. Non so se siete pronti.
In realtà non so nemmeno se io sono pronta.
Bugie.
Io sono pronta.
Spero che un giorno possiate sapere tutto.
Non sono carismatica, non sono una leader, non prendo iniziativa e mi arrendo facilmente.
Ma credo in quello che faccio, davvero. Vorrei poter fare di più, ora vado a prendere il telefono e mi metto all'opera, ora vado.. Ma sono ancora qua, a scrivere quello che potrei fare.
Vorrei che ci fosse più gente energica vicino a me, vorrei essere coinvolta in qualcosa che mi faccia brillare gli occhi al solo pensiero, in qualcosa che mi tenga occupata tutta la settimana, in qualcosa che mi renda soddisfatta... Ma trovo solo le solite cose, nessuno stimolo, nessuna passione.
Passione.
Ho paura che la mia se ne stia andando, stia scomparendo.
Ma non è possibile! Fino a poco tempo fa era l'unica cosa certa su cui potevo contare.. Può sparire così improvvisamente? Non voglio crederci, voglio pensare che sia solo un periodo.
Un periodo strano, in cui mi sento vuota, apatica.. I giorni stanno passando troppo velocemente e continuo a chiedermi se me la sto giocando bene, questa vita veloce.
Mi chiedo se esista veramente quella vita perfetta, fatta di sincerità, comprensione e amore che immagino ogni sera.
Sto facendo le scelte giuste?
Se potessi tornare indietro cambierei qualcosa?
Non ho paura del mio futuro, ho paura del presente. Ho paura di perdere le persone che mi vogliono bene, ho paura di deludere, ho paura di stare male. Ho paura di piangere.
Questi giorni non torneranno più.
E poi non capisco perché non possiamo avere un bel rapporto, noi due.
Perché sei ostile con me?
Perché cerchi sempre di mettermi contro le altre persone?
Perché non ti confidi con me?
Perché mi tratti male?
Perché non possiamo condividere i nostri segreti?
Perché devo avere sempre paura che alla fine vai a spifferare tutto a mamma e papà?
Perché non mi fido di te?
Perché, cavolo, non possiamo essere come tutte le alte sorelle del mondo?
Che si spalleggiano, che si difendono, che si coprono a vicenda, che si scambiano favori, che si aiutano?
Perché?
Ecco, dopo aver torturato la mia mente con domande inutili, dopo aver raccontato i tre problemi della mia vita fino adesso, dopo aver capito che l'unica persona che può fare qualcosa sono io, posso andare a dormire. Ma sto male.
Per questi tre sciocchi problemi, sto male.
Per farmi domande, per non trovare risposte.
A volte mi chiedo se sto spendendo bene questa mia vita. Sono ancora giovane, è vero, ma penso che tutte le azioni che sto compiendo avranno una conseguenza sul mio futuro, prossimo o lontano.
Bugie.
Non posso, non posso dirvelo! Così continuo a inventarmi verità che non esistono, situazioni piacevoli che fanno stare tranquilli; vi riempio la testa di cose che voi volete sentire, vi inganno, senza timore di essere scoperta, senza vergogna, senza pentirmi.
Bugie.
Mento anche a me stessa.
Ho paura che prima o poi potreste scoprire tutto.
Mi vergogno per quello che vi dico.
Mi pento perché vi sto prendendo in giro e non ve lo meritate.
Eppure continuo, perché non posso, non posso dirvelo!
Sto spendendo bene questa mia parte di vita?
Non lo so, a volte mi sembra di vivere solo per sopravvivere, a volte vorrei piangere tra le vostre braccia e dirvi ogni cosa. Mi sento piccola. Capisco di aver bisogno del vostro appoggio, delle vostre sicurezze, ma non posso, non posso perché potreste reagire male. Non so se siete pronti.
In realtà non so nemmeno se io sono pronta.
Bugie.
Io sono pronta.
Spero che un giorno possiate sapere tutto.
Non sono carismatica, non sono una leader, non prendo iniziativa e mi arrendo facilmente.
Ma credo in quello che faccio, davvero. Vorrei poter fare di più, ora vado a prendere il telefono e mi metto all'opera, ora vado.. Ma sono ancora qua, a scrivere quello che potrei fare.
Vorrei che ci fosse più gente energica vicino a me, vorrei essere coinvolta in qualcosa che mi faccia brillare gli occhi al solo pensiero, in qualcosa che mi tenga occupata tutta la settimana, in qualcosa che mi renda soddisfatta... Ma trovo solo le solite cose, nessuno stimolo, nessuna passione.
Passione.
Ho paura che la mia se ne stia andando, stia scomparendo.
Ma non è possibile! Fino a poco tempo fa era l'unica cosa certa su cui potevo contare.. Può sparire così improvvisamente? Non voglio crederci, voglio pensare che sia solo un periodo.
Un periodo strano, in cui mi sento vuota, apatica.. I giorni stanno passando troppo velocemente e continuo a chiedermi se me la sto giocando bene, questa vita veloce.
Mi chiedo se esista veramente quella vita perfetta, fatta di sincerità, comprensione e amore che immagino ogni sera.
Sto facendo le scelte giuste?
Se potessi tornare indietro cambierei qualcosa?
Non ho paura del mio futuro, ho paura del presente. Ho paura di perdere le persone che mi vogliono bene, ho paura di deludere, ho paura di stare male. Ho paura di piangere.
Questi giorni non torneranno più.
E poi non capisco perché non possiamo avere un bel rapporto, noi due.
Perché sei ostile con me?
Perché cerchi sempre di mettermi contro le altre persone?
Perché non ti confidi con me?
Perché mi tratti male?
Perché non possiamo condividere i nostri segreti?
Perché devo avere sempre paura che alla fine vai a spifferare tutto a mamma e papà?
Perché non mi fido di te?
Perché, cavolo, non possiamo essere come tutte le alte sorelle del mondo?
Che si spalleggiano, che si difendono, che si coprono a vicenda, che si scambiano favori, che si aiutano?
Perché?
Ecco, dopo aver torturato la mia mente con domande inutili, dopo aver raccontato i tre problemi della mia vita fino adesso, dopo aver capito che l'unica persona che può fare qualcosa sono io, posso andare a dormire. Ma sto male.
Per questi tre sciocchi problemi, sto male.
domenica 22 aprile 2012
Tremende sensazioni in una bellissima primavera. E una lacrima.
Una mattina di autunno cercavo il tuo sguardo dentro la scuola.
Quella mattina non trovavo i tuoi occhi.
Vedevo le nuvole, il grigio, il vento.. Vedevo le lancette dell'orologio che faticavano, lente, vecchie, a girare.. Vedevo le foglie degli alberi fuori al cortile che si macchiavano di giallo, di marrone, di rosso.. Vedevo le facce serie dei prof, gli sguardi insonnoliti degli altri ragazzi quando andavano alle macchinette a prendere il caffè in prima ora.. Vedevo.. Sentivo un'irrefrenabile voglia di novità, di cambiamento, di qualcosa che sconvolgesse le mie giornate tutte uguali, tutte grigie, tutte nuvole, tutte vento, tutte caffè..
Cercavo te.
Una mattina di autunno cercavo il tuo sguardo dentro la scuola.
Quella mattina non trovavo i tuoi occhi.
E le giornate scorrevano lente come le lancette dell'orologio..
Una mattina di inverno ti baciavo fuori il cancello della scuola.
Quella mattina era tutto perfetto.
Anche il freddo sembrava perfetto, perché potevamo scaldarci solo abbracciandoci. Il cielo era sempre più grigio, a volte vedevo la pioggia, gli alberi ormai senza foglie, il ghiaccio sopra i vetri delle macchine. Vedevo anche le tue mani coperte dai guanti, il tuo collo coperto dalla sciarpa, la tua testa coperta dal cappello. E io mi sentivo un po' spoglia, come quegli alberi senza più foglie, quando non eri con me. Ci baciavamo e sentivo il tuo naso freddo, ci baciavamo e volevo che non finisse mai.
Ti baciavo e vivevo.
E cercavamo un termosifone libero ad ogni ricreazione.
Una mattina di inverno ti baciavo fuori il cancello della scuola.
Quella mattina era tutto perfetto.
E le giornate passavano veloci, e ogni giorni non vedevo l'ora di vederti, e ogni mattina ti baciavo.
Una mattina di primavera mi facevi il solletico e io ti dicevo "smettila!"
Quella mattina.. Quella mattina ho capito tante cose. Ho capito che il nostro rapporto non è più solo attrazione fisica, ho capito che con te voglio crescere, voglio diventare donna. Ho capito che per me sei diventato molto importante, ho capito che posso fidarmi, che tu non puoi farmi del male. Ho capito che anche se non ti vedo per qualche giorno tu ci sei. Ho capito che voglio ascoltarti, voglio capirti, voglio aiutarti, voglio esserci. Ho capito che è solo da qualche mese che ci amiamo, ma sono assolutamente sicura che questi mesi si moltiplicheranno ancora tante volte.
Quella mattina, quella primavera.
Ormai sei dentro di me.
E l'aria pazza, che a volte é fredda, a volta è calda, quel profumo di buono, quel profumo di vita, quel profumo di noi.. Ormai é tutto dentro di me. E i colori, il sole, le maniche corte, il motorino, i primi accenni di mare, quel mare che ci sta aspettando..
Sì, perché ci sarà anche una mattina di estate.
Anzi, ce ne saranno tantissime.
Dopo la tua maturità vivremo insieme l'estate più bella.
E poi ricominceremo d'accapo, anche se non potrò più cercare il tuo sguardo dentro la scuola, anche se non troverò più i tuoi occhi le mattine di autunno. Anche se l'orologio mi sembrerà ancora più maledettamente lento, anche se le facce dei prof mi sembreranno ancora più serie, anche se gli sguardi degli altri mi sembreranno ancora più insonnoliti, anche se berrò ancora più caffè, anche se ci saranno ancora più nuvole. Forse incrocerò qualche altro sguardo, sperando in una novità.. Ma poi, inevitabilmente, il mio pensiero ti raggiungerà all'università, dove starai seguendo una lezione, in mezzo ad altri ragazzi, ad altre ragazze. Incroceremo milioni di sguardi, eppure continueremo a cercarci. Almeno é quello che spero.
Un altro autunno con altri sguardi, un altro inverno con altri baci, un'altra primavera con altre sicurezze.
Ma mai un altro te.
Questa tremenda sensazione di scivolare via da te
questa tremenda sensazione di perdermi dentro la scuola vuota
questa tremenda sensazione di non vederti più.
Questa meravigliosa estate che deve ancora iniziare.
Quella mattina non trovavo i tuoi occhi.
Vedevo le nuvole, il grigio, il vento.. Vedevo le lancette dell'orologio che faticavano, lente, vecchie, a girare.. Vedevo le foglie degli alberi fuori al cortile che si macchiavano di giallo, di marrone, di rosso.. Vedevo le facce serie dei prof, gli sguardi insonnoliti degli altri ragazzi quando andavano alle macchinette a prendere il caffè in prima ora.. Vedevo.. Sentivo un'irrefrenabile voglia di novità, di cambiamento, di qualcosa che sconvolgesse le mie giornate tutte uguali, tutte grigie, tutte nuvole, tutte vento, tutte caffè..
Cercavo te.
Una mattina di autunno cercavo il tuo sguardo dentro la scuola.
Quella mattina non trovavo i tuoi occhi.
E le giornate scorrevano lente come le lancette dell'orologio..
Una mattina di inverno ti baciavo fuori il cancello della scuola.
Quella mattina era tutto perfetto.
Anche il freddo sembrava perfetto, perché potevamo scaldarci solo abbracciandoci. Il cielo era sempre più grigio, a volte vedevo la pioggia, gli alberi ormai senza foglie, il ghiaccio sopra i vetri delle macchine. Vedevo anche le tue mani coperte dai guanti, il tuo collo coperto dalla sciarpa, la tua testa coperta dal cappello. E io mi sentivo un po' spoglia, come quegli alberi senza più foglie, quando non eri con me. Ci baciavamo e sentivo il tuo naso freddo, ci baciavamo e volevo che non finisse mai.
Ti baciavo e vivevo.
E cercavamo un termosifone libero ad ogni ricreazione.
Una mattina di inverno ti baciavo fuori il cancello della scuola.
Quella mattina era tutto perfetto.
E le giornate passavano veloci, e ogni giorni non vedevo l'ora di vederti, e ogni mattina ti baciavo.
Una mattina di primavera mi facevi il solletico e io ti dicevo "smettila!"
Quella mattina.. Quella mattina ho capito tante cose. Ho capito che il nostro rapporto non è più solo attrazione fisica, ho capito che con te voglio crescere, voglio diventare donna. Ho capito che per me sei diventato molto importante, ho capito che posso fidarmi, che tu non puoi farmi del male. Ho capito che anche se non ti vedo per qualche giorno tu ci sei. Ho capito che voglio ascoltarti, voglio capirti, voglio aiutarti, voglio esserci. Ho capito che è solo da qualche mese che ci amiamo, ma sono assolutamente sicura che questi mesi si moltiplicheranno ancora tante volte.
Quella mattina, quella primavera.
Ormai sei dentro di me.
E l'aria pazza, che a volte é fredda, a volta è calda, quel profumo di buono, quel profumo di vita, quel profumo di noi.. Ormai é tutto dentro di me. E i colori, il sole, le maniche corte, il motorino, i primi accenni di mare, quel mare che ci sta aspettando..
Sì, perché ci sarà anche una mattina di estate.
Anzi, ce ne saranno tantissime.
Dopo la tua maturità vivremo insieme l'estate più bella.
E poi ricominceremo d'accapo, anche se non potrò più cercare il tuo sguardo dentro la scuola, anche se non troverò più i tuoi occhi le mattine di autunno. Anche se l'orologio mi sembrerà ancora più maledettamente lento, anche se le facce dei prof mi sembreranno ancora più serie, anche se gli sguardi degli altri mi sembreranno ancora più insonnoliti, anche se berrò ancora più caffè, anche se ci saranno ancora più nuvole. Forse incrocerò qualche altro sguardo, sperando in una novità.. Ma poi, inevitabilmente, il mio pensiero ti raggiungerà all'università, dove starai seguendo una lezione, in mezzo ad altri ragazzi, ad altre ragazze. Incroceremo milioni di sguardi, eppure continueremo a cercarci. Almeno é quello che spero.
Un altro autunno con altri sguardi, un altro inverno con altri baci, un'altra primavera con altre sicurezze.
Ma mai un altro te.
Questa tremenda sensazione di scivolare via da te
questa tremenda sensazione di perdermi dentro la scuola vuota
questa tremenda sensazione di non vederti più.
Questa meravigliosa estate che deve ancora iniziare.
giovedì 12 aprile 2012
Dopo due mesi..
Tu eri lì, libera.
Tu eri lì, sorridente.
Tu eri lì, spensierata..
Ed io ero.. invidiosa.
Sono già passati due mesi da quando sei diventata mia sorella. E grazie a te ho capito molte cose.. di me. Sì, insomma.. mi sono conosciuta un po' di più.
Quando sei arrivata hai portato insieme a te, oltre che tanti profumi e ancora più vestiti, un bellissimo sorriso. Ti guardavo mentre appendevi gli abiti alle stampelle, timida, silenziosa.. quasi invisibile, eppure piena di attenzioni.. e mentre ti guardavo ho deciso che da quel giorno in poiti avrei voluto bene. Ti avrei dato tutto il bene possibile, perché da quel giorno sei diventata mia sorella.
Desideravo avere una sorella maggiore. Forse perché sono sempre stata quella grande, quella che doveva dare il buon esempio alle più piccole, quella che (diciamo la verità) ha dovuto attenersi a più regole. Con una sorella maggiore avrei potuto "staccare" un attimo, rilassarmi.. Forse avrei potuto condividere più "segreti" e avrei potuto avere un legame completamente diverso da quello che ho con le sorelle piccole.
Ma tu non sei una tipica sorella maggiore.
Non dico di essere rimasta delusa da questa cosa, solo un po' dispiaciuta.
Non sei una vera sorella maggiore per molti aspetti:
a casa aiuti mamma quanto (o forse meno) di me,
non studi molto, di conseguenza
non dai il buon esempio alle piccole
passi tutto il pomeriggio a dormire
ti piace fare le feste e bevi un sacco di birra (mentre io penso agli invitati)
non litighi mai con mamma e papà
non litighi mai con le altre due
canti anche quando siamo tutti nervosi (canti nei momenti meno opportuni)
la domenica dormi fino a mezzogiorno (solo perché mamma ti sveglia)
sei irresponsabile
sei frivola
non conosci le regole
..
e se vuoi posso continuare a dire cose del genere ancora per un po' ..
Ma mi sono stancata di trovarti solo difetti.
In fondo io sono molto peggio di te.
Tu sei qui, libera.
Tu sei qui, sorridente.
Tu sei qui, spensierata..
Ed io sono.. un po' più come te.
Grazie.
venerdì 6 aprile 2012
Le idee che non ho più.
Stamattina mi sono svegliata con una grande voglia di scrivere. E avevo ancora gli occhi chiusi quando le idee hanno iniziato a frullare nella mia testa! Tante, tante idee, un po' sfocate, alcune venivano, poi se ne andavano, altre rimanevano più tempo, in attesa di essere scartate, o di essere prese in considerazione. Tante idee, che gridavano, che mi urlavano "sono io quella giusta! scegli me!" .. E io lì, con gli occhi chiusi, a rigirarmi nel letto, con le mani che fremevano, che non vedevano l'ora di posarsi sui tasti del computer, uno dito dopo l'altro..
Le idee continuavano a infestare la mia mente, ma nessuna mi sembrava interessante, giusta, vincente.
Nessuna idea richiamava la mia attenzione, nessuna idea mi convinceva. Mi sembravano idee stupide.
Pensavo "dai, continuate a urlare, sono sicura che troverò ciò che cerco!"..
Ma..
Nientre. Avevo tante idee, ma in fondo non ne avevo nessuna; o almeno nessuna tra tutte le idee che ballavano nella mia testa era quella adatta per essere elaborata, scritta, ammirata, letta.
Nessuna.
Odiavo quelle idee stupide che mi rendevano solo più vuota.
Eppure qualche frase interessante è comparsa, quindi ho preso il primo oggetto utile per scrivere, il mio cellulare, e l'ho appuntata.
Ma..
No, non mi piaceva.
Volevo qualcosa di più.. Niente andava bene.
Poi ho aperto gli occhi e le idee sono volate via.
Via..
"Bene, e adesso?"
Non avevo nemmeno più le idee!
Ma la voglia di scrivere era sempre lì, che mi faceva fremere le dita, la voglia di scrivere non se ne sarebbe mai andata, non mi avrebbe mai lasciata da sola.. Almeno la voglia di scrivere sarebbe rimasta.
Ma cosa potevo farmene della voglia se non avevo più idee?
Cosa avrei potuto scrivere se.. Non avevo più niente da dire?
La voglia di scrivere non bastava.
Ho acceso il pc e un inspiegabile senso di panico misto a frustrazione ha iniziato a martellarmi il cuore.. Velocemente ho aperto il mio blog e ho cliccato su "nuovo post".
"Bene, e adesso?"
Ero lì, le mie mani hanno preso a toccare i tasti del computer, stupide mani guidate dal vuoto, i miei occhi davanti allo schermo erano persi, smarriti.. Il mio cervello era in tilt: non avevo niente da scrivere, niente da dire, niente da comunicare, nulla!
Come era possibile? Svegliarsi con mille idee, confuse certo, ma pur sempre idee.. E ritrovarsi vuota.. Davanti a un computer.. Davanti a un nuovo post che non poteva essere scritto.. Davanti alla consapevolezza di essere una persona vuota.. Una persona senza più idee..
Possibile?
Panico, delusione, rabbia, frustrazione.
Ma la voglia di scrivere è sempre lì, non mi abbandona.
Queste mani hanno bisogno di muoversi sulla tastiera.
Questa mente ha bisogno di pensare.
Questi occhi hanno bisogno..
Di piangere.
Una lacrima precipita lì, tra la B e la N.
Quella lacrima cade vicino alle mani impotenti.
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mercoledì 4 aprile 2012
Cose che posso pensare usando il condizionale.
Sarebbe bello poter dormire insieme a te una notte intera.
Dirci "buonanotte" senza dover mandare messaggi con il cellulare, perché ci potremmo guardare negli occhi, ci potremmo toccare.. Potrei stendermi sul letto, ancora vestita, e rimanere a contemplare il tuo viso che mi sorride.. Poi tu potresti avvicinarti e darmi un bacio lunghissimo, mentre lentamente, al buio, nel silenzio, mi spogli..
Poi potremmo addormentarci abbracciati, mentre la ninna nanna dettata dai battiti dei nostri cuori ci culla.. E poi mi potrei svegliare nel cuore della notte per un brutto sogno, ma so che tu ti sveglieresti insieme a me e sussurrandomi "ti amo" mi faresti riaddormentare..
La notte passerebbe velocemente e noi non ci separeremmo mai.
Sarebbe bello potersi svegliare la mattina intrappolata tra le tue braccia che mi stringono forte.
Dirci "buongiorno" con la bocca ancora impastata di sonno e le nostre mani che si stringono sotto le coperte calde.. Potresti iniziare a riempirmi di baci su tutto il viso, mentre i miei occhi sono ancora chiusi.. Poi potresti farmi il solletico e farmi rotolare giù dal letto, mentre ti guardo con un'espressione scocciata, ma serena..
Ci rivestiremmo e poi ognuno andrebbe per i fatti suoi, dopo aver fatto colazione insieme ed esserci dati milioni di baci..
La mattina passerebbe lentamente, perché la occuperemmo pensando alla notte appena trascorsa..
Sarebbe bello.
Forse un giorno.
Dirci "buonanotte" senza dover mandare messaggi con il cellulare, perché ci potremmo guardare negli occhi, ci potremmo toccare.. Potrei stendermi sul letto, ancora vestita, e rimanere a contemplare il tuo viso che mi sorride.. Poi tu potresti avvicinarti e darmi un bacio lunghissimo, mentre lentamente, al buio, nel silenzio, mi spogli..
Poi potremmo addormentarci abbracciati, mentre la ninna nanna dettata dai battiti dei nostri cuori ci culla.. E poi mi potrei svegliare nel cuore della notte per un brutto sogno, ma so che tu ti sveglieresti insieme a me e sussurrandomi "ti amo" mi faresti riaddormentare..
La notte passerebbe velocemente e noi non ci separeremmo mai.
Sarebbe bello potersi svegliare la mattina intrappolata tra le tue braccia che mi stringono forte.
Dirci "buongiorno" con la bocca ancora impastata di sonno e le nostre mani che si stringono sotto le coperte calde.. Potresti iniziare a riempirmi di baci su tutto il viso, mentre i miei occhi sono ancora chiusi.. Poi potresti farmi il solletico e farmi rotolare giù dal letto, mentre ti guardo con un'espressione scocciata, ma serena..
Ci rivestiremmo e poi ognuno andrebbe per i fatti suoi, dopo aver fatto colazione insieme ed esserci dati milioni di baci..
La mattina passerebbe lentamente, perché la occuperemmo pensando alla notte appena trascorsa..
Sarebbe bello.
Forse un giorno.
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venerdì 9 marzo 2012
Viva.
Trecentosessantacinque giorni e sono viva.
Trecentosessantacinque giorni e sono un'altra persona.
Trecentosessantacinque giorni e nessun giorno sarà più come prima.
Depressione, lacrime, tristezza, odio, senso di vuoto, esasperazione, lotta, stanchezza, nullità, arrendersi, mollare, accettare, far passare, andare, odiare, odiare, odiare! Secco, vuoto, asciutto.. Buio.. Offuscato.. Dolore.. Rimpianti.. Se.. Dolore, dolore, dolore.. Ma.. Io.. Sono debole, nulla, mi sono annullata, per lui, per lui, per lui! Ho sopportato, per lui! Ho pianto, per lui! Ho odiato, per lui! Ho odiato chi avrei dovuto amare e amato chi avrei dovuto ignorare.. E poi.. Lacrime.. Ed ero persa, persa, senza un motivo per andare.. Perché..
Buio.
Buio.
Occhi incollati, non si aprono..
Occhi impastati da quel liquido chiamato lacrima..
Occhi sconvolti..
Persi..
"Dov'è?"
"Non lo so"
"Sarà successo qualcosa?"
Sì, è successa una cosa che non sarebbe dovuta esistere dall'inizio.. Tutto sbagliato, tutto nullo, tutto odiato, tutto spento. Buio.
Dov'ero?
Trecentossessantacinque giorni.
Mille pensieri! Mi riappartengo. E' bastato così poco..
E adesso ho capito che è diventato importante. Quel sorriso è troppo importante, quegli occhi, quelle mani, mio.. Mai più buio, mai più lacrime, mai più persa, mai più triste, mai più arrabbiata.. Mai più.. Perché adesso ha un senso!
Felicità, sorrisi, amore, euforia, cuore a mille, piena, sensata, vivere, decidere, non sbagliare, capire, pensare, sognare, sognare, sognare! E ridere.. E.. Lui importante, lui bello, lui forte, lui grande, lui mio, lui dolce, lui e lei.. Lui sicuro.. Lui.. Ride! Questa è la cosa più importante.. Nessun viso velato di malinconia!
Luce.
Colori.
Amore.
"Dov'è?"
"Non lo so"
"Sarà successo qualcosa?"
Sì, è successo che si è innamorata e sta bene! STA BENE! E' successo che sta vivendo e non vuole cadere di nuovo.. C'è lui che la sostiene.. E la fa ridere.. E la fa sognare.. E l'ha cambiata.. Ora è donna, ora ha senso, ora non vuole essere interrotta da nessuno, vuole amare! E' successo che sta respirando e l'aria non manca più, ce n'è fin troppa.. E' successo che vanno nella stessa direzione.. E' successo tutto questo dopo
trecentossessantacinque giorni. Un anno.
Un anno per crescere. Un anno per capire. Un anno per cambiare.
Viva.
Questa sensazione di essere sospesa, di fluttuare come un fantasma vivo.. Questa sensazione di stare bene.
Dov'eri?
Rimani.
sabato 18 febbraio 2012
Pensieri posi-negativi.
Nuoto e non mi stanco, nuoto finchè ho fiato.
Non vedo niente tranne gli schizzi sugli occhi, questi occhi che non vedono per non essere visti.. Perché nessuno deve vedere i miei occhi gonfi che hanno pianto in silenzio.. di nascosto..
Le lacrime si confondono con il cloro e nessuno può vedermi.
Nuoto, nuoto.. avanti e indietro.. nuoto finché ho fiato..
E provo a mandare via quello stupido pensiero, fastidioso, insistente, così ripetuto che mi sembra vero. No, no, non può essere! Non è possibile!
Nuota, nuota, non fermarti.. Non puoi vedere chi ti vede, quindi vai.. e non crollare.. nuota.. fai finta di niente..
Le lacrime scompaiono sulla superficie di quell'acqua blu che odio tanto.
Non posso vedere niente, ogni cosa è sbiadita, sfumata, ogni cosa è solo lo sfondo di un disegno orribile, che sta prendendo forma nella mia mente, orribile, orribile, orribile..
Nuoto.. nuoto..
Avanti.. indietro..
Non mi fermo.. non mi stanco..
Non vedo niente..
Chissà se qualcuno si è accorto di un fantasma dagli occhi gonfi, che nuota, che piange, che nuota, che piange.. chissà..
"Se pensi positivo, le cose vanno per il verso giusto. E' come una specie di energia mentale, il cervello trasmette pensieri positivi agli eventi."
Non vedo niente tranne gli schizzi sugli occhi, questi occhi che non vedono per non essere visti.. Perché nessuno deve vedere i miei occhi gonfi che hanno pianto in silenzio.. di nascosto..
Le lacrime si confondono con il cloro e nessuno può vedermi.
Nuoto, nuoto.. avanti e indietro.. nuoto finché ho fiato..
E provo a mandare via quello stupido pensiero, fastidioso, insistente, così ripetuto che mi sembra vero. No, no, non può essere! Non è possibile!
Nuota, nuota, non fermarti.. Non puoi vedere chi ti vede, quindi vai.. e non crollare.. nuota.. fai finta di niente..
Le lacrime scompaiono sulla superficie di quell'acqua blu che odio tanto.
Non posso vedere niente, ogni cosa è sbiadita, sfumata, ogni cosa è solo lo sfondo di un disegno orribile, che sta prendendo forma nella mia mente, orribile, orribile, orribile..
Nuoto.. nuoto..
Avanti.. indietro..
Non mi fermo.. non mi stanco..
Non vedo niente..
Chissà se qualcuno si è accorto di un fantasma dagli occhi gonfi, che nuota, che piange, che nuota, che piange.. chissà..
"Se pensi positivo, le cose vanno per il verso giusto. E' come una specie di energia mentale, il cervello trasmette pensieri positivi agli eventi."
venerdì 20 gennaio 2012
Pensieri confusi / 3
Ieri sera avevo scritto qualcosa, qualcosa di bello, credo, ma è sparito per un errore tecnico. Avevo scritto, in un momento di assoluta rabbia verso me stessa, che mi sentivo la persona più odiosa su questo pianeta, che avevo voglia di litigare, di rispondere male, di essere presuntuosa e menefreghista. Sì, insomma, ieri sera mi è preso un momento in cui mi sono sentita veramente insopportabile. Oggi invece il mio modo odioso di reagire alle cose è scomparso, per fortuna; oggi è una bella giornata. Insomma, nonostante la pioggia. Forse la pioggia mi piace, era da un po' di tempo che non vedevo piovere il cielo.
Sì, e poi alla fine c'è sempre qualcosa che va come non avresti voluto; tipo ieri sera dicevo cose che sapevo di non dover dire, perché non erano giuste in quella circostanza. Ma poi cos'è GIUSTO?
Ok, ci sono cose giuste che sono giuste per tutti, tipo che la pace è più giusta della guerra, o che l'amore è più giusto dell'odio, o che riciclare è più giusto di sprecare.
Ci sono cose che sono giuste solo per me e sbagliate per altri, tipo che oggi è il giorno giusto.. Ma forse no, non lo è. Che dico? No, non lo è.
Non lo so, a volte ho una tale confusione nella testa che inizio a scrivere cose una dietro l'altra, probabilmente incoerenti e insensate; ma non ho niente di meglio da scrivere e queste sono le prime cose che ho estratto a caso dal mio cervello.
Ho solo voglia di scrivere.
E finalmente oggi è finito lo stress, tensione, verifiche, interrogazioni, mal di testa, mal di mente, mal di noia, storia, scienze, latino, inglese.. Cose, cose, cose, cose, cose.. Infinite ore su quei pezzi di carta e il tuo unico obiettivo è prendere un bel voto, un bel voto, un bel voto, UN BEL VOTO!
Mi mangio le unghie, ho le occhiaie, mi sento sgradevole, mangio poco, non mi muovo, mi mangio le unghie, dormo, mi mangio le unghie, ho solo fame di unghie da rosicchiare..
Oggi è finita, sospiro di sollievo.
Non capisco perché addannarsi più di tanto, in fondo..
In fondo io faccio caso a eventi molto più importanti di un bel voto!
Io sono molto più felice quando la sera faccio le coccole al mio gatto, quando vedo quel sorriso, quando mi tiene per mano, quando dicono che sognare è bello; sono altre le cose che mi rendono veramente felice.
Questa vita sembra non finire mai.
E anche l'inverno sembra più veloce.
Nuova televisione, nuovo cellulare, nuovo mp3, nuove scarpe, nuova macchina, nuovo lavoro, nuova casa, nuovo marito, nuova vita, NUOVE COSE INSENSATE DA SCRIVERE.
Mi sento così leggera.
Spensierata.
Simpatica.
I brufoli si sono anche sfiammati.
Bella.
Felice.
Anche se piove, non fa niente.
Libera.
Generosa.
Mi piace ricevere complimenti, basta che non siano esagerati.
Mi sento piena, anche se scrivo cose vuote.
PENSO CHE QUESTO TESTO NON POSSA CAPIRLO NESSUNO TRANNE ME. FORSE.
Sì, e poi alla fine c'è sempre qualcosa che va come non avresti voluto; tipo ieri sera dicevo cose che sapevo di non dover dire, perché non erano giuste in quella circostanza. Ma poi cos'è GIUSTO?
Ok, ci sono cose giuste che sono giuste per tutti, tipo che la pace è più giusta della guerra, o che l'amore è più giusto dell'odio, o che riciclare è più giusto di sprecare.
Ci sono cose che sono giuste solo per me e sbagliate per altri, tipo che oggi è il giorno giusto.. Ma forse no, non lo è. Che dico? No, non lo è.
Non lo so, a volte ho una tale confusione nella testa che inizio a scrivere cose una dietro l'altra, probabilmente incoerenti e insensate; ma non ho niente di meglio da scrivere e queste sono le prime cose che ho estratto a caso dal mio cervello.
Ho solo voglia di scrivere.
E finalmente oggi è finito lo stress, tensione, verifiche, interrogazioni, mal di testa, mal di mente, mal di noia, storia, scienze, latino, inglese.. Cose, cose, cose, cose, cose.. Infinite ore su quei pezzi di carta e il tuo unico obiettivo è prendere un bel voto, un bel voto, un bel voto, UN BEL VOTO!
Mi mangio le unghie, ho le occhiaie, mi sento sgradevole, mangio poco, non mi muovo, mi mangio le unghie, dormo, mi mangio le unghie, ho solo fame di unghie da rosicchiare..
Oggi è finita, sospiro di sollievo.
Non capisco perché addannarsi più di tanto, in fondo..
In fondo io faccio caso a eventi molto più importanti di un bel voto!
Io sono molto più felice quando la sera faccio le coccole al mio gatto, quando vedo quel sorriso, quando mi tiene per mano, quando dicono che sognare è bello; sono altre le cose che mi rendono veramente felice.
Questa vita sembra non finire mai.
E anche l'inverno sembra più veloce.
Nuova televisione, nuovo cellulare, nuovo mp3, nuove scarpe, nuova macchina, nuovo lavoro, nuova casa, nuovo marito, nuova vita, NUOVE COSE INSENSATE DA SCRIVERE.
Mi sento così leggera.
Spensierata.
Simpatica.
I brufoli si sono anche sfiammati.
Bella.
Felice.
Anche se piove, non fa niente.
Libera.
Generosa.
Mi piace ricevere complimenti, basta che non siano esagerati.
Mi sento piena, anche se scrivo cose vuote.
PENSO CHE QUESTO TESTO NON POSSA CAPIRLO NESSUNO TRANNE ME. FORSE.
venerdì 23 dicembre 2011
Pensieri confusi/2
Mi è appena crollato il mondo addosso e fa malissimo. La botta che ho preso mi fa uscire molte lacrime, che escono silenziose e complici, poi si disperdono sul mio viso e si asciugano e rimane solo il freddo. E mi sento come se non avessi più niente dentro, perchè lei se n'è andata, ha detto che deve sbollire, e lui non mi parla perchè l'ho ferito. Lei ha ragione, qui è sempre una lotta eterna, un'infinita gara in cui vince chi ha più ragione degli altri, vince chi alza di più la voce, chi dice più VAFFANCULO, vince chi è più forte. Ma stavolta non ha vinto nessuno, abbiamo tutti perso. Siamo tutti dei perdenti, perchè non riusciamo a trovare un cazzo di equilibrio. Lei ha ragione, dice che non ce la fa più, dice che vuole andarsene. E lui non parla, non dice niente, ma prima ho sentito la sua voce spezzata. La sua voce spezzata che attimi prima era forte. Lei non ce la fa più. Io non ce la faccio più. Chi è più grande perde, qui dentro, perchè i piccoli cancellano subito le cose brutte che accadono. In questi momenti mi sento talmente grande, talmente responsabile di quello che succede, che penso sia tutta colpa mia e nn c'è niente di più giusto che pensare questo. Ma non voglio essere grande adesso, voglio pensare che in realtà io non c'entro niente, che le cose degli adulti non mi riguardano, che tutto lo schifo che si è creato non ha niente a che fare con me. Per un momento l'ho odiato, ma pensavo che fosse una discussione come tutte le altre in precedenza, come tutte quelle che capitano in una famiglia normale. Ma poi è stato diverso, perchè la mia non è una famiglia normale, lei ha ragione, se n'è andata, ha detto, se n'é andata perchè non ce la fa più. Non ce la più per colpa mia, credo, anzi ne sono convinta, non c'é motivo per pensare a un'altra soluzione. E poi l'ho ferito, tanto da fargli spezzare la voce, tanto da non poterlo più guardare negli occhi, tanto da farmi uscire queste cazzo di lacrime che adesso non si asciugano più, perchè vanno più veloci, scivolano sotto gli occhi, sulle guance, sotto il mento e poi giù. Questa doveva essere una bella giornata, domani è la vigilia ma qui dentro è solo uno schifo, uno schifo insopportabile e tremendo, che fa male. E scrivo, senza parlare, senza piangere più, perchè forse non ho nessun diritto di piangere ancora, visto che lei se n'è andata e lui non mi guarda. Piango io, tra tutti, la sola che ha la faccia tosta di piangere. E bagno tutto lo schermo, con le mani bagnate e le guance bagnate e vorrei andarmene, come ha fatto lei, ma io non ho nessun diritto di farlo. Non so dov'è, non è mai successo, lui la chiama ma non voglio snetire, voglio solo sparire. Voglio isolarmi, perchè è la cosa che mi riesce meglio in questi casi, in questi momenti di odio e tensione. In cui tutti vogliono avere ragione. In cui tutti si scannano come animali. In cui tutti perdono. E scrivendo le lacrime hanno ripreso ad asciugarsi, ma non va tutto bene. E penso che ci vuole molto poco, anche solo una parola, per far crollare il mondo. E quando ti crolla addosso il mondo fa male. E spero che questa sia l'ultima volta, la prima e l'ultima, perchè nessuno se lo merita. Non ce la faccio.
giovedì 1 dicembre 2011
Pensieri confusi / 1
A volte mi stanco di tenere gli occhi aperti, le orecchie tese. Perdo la voglia di parlare con le persone e di sembrare interessata ai loro discorsi. Sono stanca. Tipo stasera. Non è una stanchezza fisica, la chiamarei piuttosto "perdita di interesse per ciò che mi circonda". Non mi interessa più cosa sto mangiando, chi sta parlando, cosa sta dicendo. Non mi interessano il divano, la tv, il cellulare, la lavastoviglie, il tavolino, la crepa del muro, le scale, il quaderno.. Ignoro completamente lo zaino, gli occhiali, il cuscino, la radio, il libro.. Ma non capita spesso. Solo quando le persone con cui vivo non stanno bene. Tipo stasera. C'è nervosismo nell'aria, lo percepisco e non è bello. Ho un sacco di pensieri che non c'entrano niente con il mondo in cui mi trovo, ma che non smettono di gironzolare nel mio cervello. Stasera non sapevo cosa scrivere e ho scritto questo. Che forse non significa niente. Continuo a ignorare le cose e non vedo l'ora che arrivi domani. Non mi va più di tenere gli occhi aperti, vorrei fare un discorso con il gatto ma lui non sa parlare. Vorrei uscire dalla porta, dal cancello, e mettermi a correre per la strada. E viaggio..
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