Una raccolta di pensieri.
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martedì 3 luglio 2012

Appunti notturni \ 1

Stasera fa caldo. Troppo caldo, mi tolgo il pigiama, rimango sdraiata sul letto solo con gli slip. Troppi capelli, sudo sul collo, sono appiccicosa.. La mia pelle è appiccicosa.
Stasera ci sono parecchie zanzare che hanno iniziato a torturarmi con il loro ronzio ininterrotto e i loro pungiglioni irritanti, che formano bolle che mi rimangono attaccate alle pelle, come il sudore, come quest'afa che non mi fa respirare, che mi fa prudere la testa..
Stasera mi è rimasto solo un grande vuoto, un grande punto interrogativo.
Perché di per scontato che se io sto bene anche le persone vicino a me debbano stare bene per forza? Il mio egoismo non conosce limiti.
E poi questo caldo, questo respiro affannato.. Questo sudore.. Questa pelle.. Queste bolle.. Questo corpo..
Io sto bene, sono gli altri ad aver bisogno di me.
Io sto bene, non capisco che sono gli altri a stare male.
Zanzare..
Io sto bene, non sono capace di ascoltare e non lascio spazio.
Questa sera è già notte e io sono qui, quasi nuda sul mio letto, a pensare a un futuro che sa di passato, a un passato che non sa di niente.
Faccio del male a me stessa e all'unica persona che amo..
Sdraiata su un altro letto..
Con altre zanzare..
Ma con lo stesso caldo, così appiccicoso da togliere il respiro
e altra forza di pensare
e ogni tipo di scusa da inventare.
Stasera era una sera che poteva andare in modo diverso
che poteva finire con dei sorrisi meno forzati.
Stanotte è una notte che mi vuole bagnata, stanca, sola .. E' una notte egoista
come me
come me che penso a te
come me che non mi do pace.

Chiudo gli occhi e per un attimo non ho più caldo e non mi sento più legata a questa notte.. Forse dovresti provare anche tu a chiudere gli occhi e a lasciarti andare solo un momento
solo un attimo
il tempo di un battito di cuore
lasciarti andare senza di me
ed essere felice
di quella felicità che io non so darti.

martedì 26 giugno 2012

10 giorni!

Ed eccomi qui su questo blog dopo ben 10 giorni di assenza..
Non ho perso la voglia di scrivere, ci mancherebbe.
Ma, lo sapete, io scrivo soprattutto (anzi, direi SOLO) post che riguardano me stessa, i miei stati d'animo, le emozioni che provo.. E forse, bah, in questi 10 giorni non c'è stato niente di rilevante che avrei potuto raccontare.
Oddio, in realtà qualcosa c'è stato.
Il 17 è stato il mio compleanno e la sera ho organizzato una cena qui a casa con i miei amici - e con il mio ragazzo, che se non lo scrivo poi lui mi dice che non lo considero abbastanza .. (:P) - e sono stata benissimo. Ero circondata da persone che mi vogliono veramente bene (o perlomeno così sembra!) e le loro risate mi hanno riempito il cuore di felicità! Stavo al settimo cielo, tutti i miei amici, i miei veri amici, quelli con cui posso parlare di tutto, che mi ascoltano.. E lui, il mio primo vero amore, il primo tra l'altro che partecipa a un mio compleanno. Non potevo chiedere di meglio! 
Ho anche provato a fare una specie di discorso.. La mia intenzione era quella di fare un discorso serio, di quelli che commuovono e che alla fine si concludono con un grande abbraccio.. Ma sono riuscita solo a farfugliare qualche stupida parola, presa dall'emozione e dalla consapevolezza di non essere in grado di dire cose più sensate. Così, lo scrivo qui il discorso che avrei voluto fare:

"17 anni non è un traguardo importante come i 18, o come i 20, o come i 50 anni .. 17 anni è un numero anonimo, un'età che credo passerà velocemente per tutti, con la smania di arrivare al famoso diciottesimo. Ma proprio durante il mio diciassettesimo anno di vita sono cresciuta tanto e ho vissuto momenti che non dimenticherò mai.
Ho capito chi sono le persone di cui mi posso fidare ciecamente.
Ho conosciuto un ragazzo speciale che amo.
Ho avuto una nuova sorella, che mi mancherà molto quando se ne andrà.
Sono riuscita ad apprezzare e soprattutto a riconoscere i piccoli gesti d'affetto delle mie sorelle piccole.
Ho litigato.. E ho imparato a chiedere scusa (anche se devo ancora migliorare in questo) ..

Ho fatto molte altre cose che non sto a qui a raccontare, anche perché voi le sapete meglio di me! Sono arrivata a oggi, 17enne, cresciuta e con una personalità abbastanza plasmata.
Vorrei continuare ad essere vostra amica fino alla fine e vorrei festeggiare con voi ancora molti compleanni..
Ok, discorso finito. Adesso posso spegnere le candeline!"

Sì, una cosa del genere.

Il 18, come ogni 18 di ogni mese, è stato il nostro giorno e mi sono resa conto che sono passati già 7 sette mesi da quando ci siamo messi insieme! SETTE mesi! Non pensavo che saremmo arrivati fino a qui. Sette mesi sono tantissimi e quando st'inverno guardavo l'agenda del mio cellulare e andavo avanti, aprile, maggio, giugno, pensavo "chissà se ci faremo mai un bagno al mare insieme!"
E invece, eccoci.. Con la voglia di veder passare ancora molti altri 18 mano nella mano..

E poi cos'altro è successo questi giorni?

Lui ha iniziato la maturità, e tra poco mi dirà i risultati degli scritti.. Lunedì ha l'orale, e io starò in prima fila a sostenerlo!

Abbiamo scoperto che nonno ha un problema al cuore abbastanza importante e da quando ne sono venuta a conoscenza, inconsciamente sono preoccupata e spaventata.

Ho iniziato ad andare al mare, anche se quest'anno è tutto diverso..

Ho ricominciato a leggere! Ho finito due libri, "Il gioco dell'angelo" di Carlos Ruiz Zafon e "La caduta di casa Usher" di Edgar Allan Poe .. Ho ricominciato ad assaporare il profumo dei libri come facevo l'anno scorso, ad immergermi dentro pagine e pagine di vita..

E non so per quale motivo non ho mai sentito la necessità di accendere il computer e scrivere.
E' da 10 giorni che penso al blog e al fatto che l'ho trascurato.. E mi è venuta in mente una frase che lessi qualche tempo fa su facebook: "Scrivo quando c'è qualcosa che non va in me.. Se sto bene esco fuori, non mi metto a scrivere."
Non era così, ma il concetto era questo. Beh, non so se è perché sto bene, che non scrivo più.. E poi non penso di stare bene al 100%.. Ma la cosa importante è che stamattina, dopo 10 giorni, ho scritto qualcosa. E so per certo che scriverò ancora!

sabato 2 giugno 2012

Due giorni alla scoperta della pace.

Mercoledì, 30 maggio.

Ore 7.10
Il porto di Nettuno è deserto. Mare calmo, all'apparenza. Le barche ferme ondeggiano piano, come se si stessero riposando. Il cielo è coperto da nuvole grigie, ma comunque oggi sarà bel tempo. Poca voglia di parlare, tanta di partire. Visi insonnoliti. Borsoni appoggiati all'entrata del molo D nell'attesa di essere caricati su una di quelle barche.

"Certo potevamo partire un po' più tardi.. Ma tutti gli altri dove sono? L'appuntamento era alle 7.15, tra qualche minuto dovrebbero essere qui. Mamma mia che sonno.. Chissà qual è la nostra barca! Ecco, due ragazze del nostro equipaggio hanno aperto il cancelletto del molo e ci stanno facendo strada verso la barca! Mentre cammino, insieme a Giulia commento ogni barca cui passiamo vicino: wow, questa è bellissima! Guarda questa, è proprio grande! Questa invece non è niente di che.. Siamo arrivate alla nostra barca: sopra ci sono già i professori, Latorre e La Spezia, che ci salutano e ci invitano a salire. Un saluto veloce ai genitori di Giulia che ci hanno accompagnate e poi sono subito a piedi nudi che cammino sopra la barca! E'.. Bellissima! Ci sono quattro cabine, ognuna da due posti; visto che siamo dieci persone totali le altre due dormono sul divanetto che diventa un letto. Giulia ed io posiamo i nostri borsoni in una cabina e già non siamo più insonnolite, non vediamo l'ora di partire! Aspettiamo le ultime persone dell'equipaggio che hanno fatto qualche minuto di ritardo e poi, quasi senza rendercene conto, sciogliendo una cima, accendendo il motore, la barca si muove!"

Ore 8.20
La barca si muove veloce, ha superato l'altra con cui è partita. Se si girano verso poppa i ragazzi possono vedere ancora la costa di Nettuno, una lunga striscia grigio scuro a contrasto con il cielo limpido. Se si girano verso prua, l'affascinante infinito dell'orizzonte. Sorrisi, onde, entusiasmo. Il viaggio è iniziato da poco ma sembra essere passato già tantissimo tempo. 

"L'euforia della partenza ha già lasciato il posto al lento trascorrere del tempo.. Sentiamo solo il rumore del motore e del vento e ci stiamo rendendo conto che sarà un lungo viaggio, se non troviamo qualche svago! Ho appena conosciuto Silvia e Silvia, due ragazze che stanno in barca con noi; sono molto simpatiche e divertenti e la cosa più buffa è che loro, amiche, hanno lo stesso nome e anche noi, amiche, ci chiamiamo allo stesso modo.. Quattro ragazze per due nomi! Parlando con le nostre nuove compagne di viaggio il tempo passa più velocemente. Che succede? Cosa? Il motore non funziona più? E adesso? Il prof dice di non preoccuparci, sicuramente è solo un piccolo problema con il gasolio.. Ridiamo per sdrammatizzare, nel frattempo aiutiamo il prof a issare la randa e il genoa (che sarebbe il fiocco nelle barche più piccole).. Sono due ali di farfalla giganti! Pezzi di bianco altissimi, forti, leggeri.. Approfittiamo del poco vento che c'è e proseguiamo verso Ponza a vela!"


Ore 15.30
Ponza è un blocco di rocce e di verde. La barca viaggia ancora, dopo ore, sta girando intorno all'isola per arrivare al porto. A destra Palmarola, a sinistra Zannone. Altri blocchi di terra incantevoli. Flash, voci, vento. Sono quasi arrivati, un piccolo faro li saluta sopra uno scoglio altissimo.

"Ce l'abbiamo fatta! Osservare la terra di Ponza da sopra la barca è molto rilassante.. Ma quanto ci vuole per arrivare al porto? E' dall'altra parte dell'isola, il prof dice almeno un'ora.. ancora. Gli altri sono già arrivati da una mezz'oretta, ma purtroppo noi abbiamo perso tempo per colpa del guasto al motore: dopo circa quarantacinque minuti che stavamo viaggiando con le vele, il prof ha deciso di tornare indietro, perché il vento non ci stava aiutando e la cosa più importante era riparare il motore. Le nostre facce? Deluse e tristi. Saremmo dovuti tornare a Nettuno, dormire lì e ripartire per Ponza domani mattina presto! Ma come, la parte migliore di questo viaggio è proprio stare a Ponza di sera! Comunque abbiamo iniziato a tornare indietro.. Poi una barca della guardia costiera ci ha fatto invertire rotta e visto che il vento è incontrollabile la barca è tornata a viaggiare verso Ponza.. Non ho mai visto persone cambiare atteggiamento ed espressione così velocemente!"


Ore 18.00
I ragazzi hanno toccato terra da un po', stanno esplorando l'isola. Alcuni di loro si trovano su un autobus con gli occhi rivolti verso i finestrini ad ammirare estasiati i meravigliosi paesaggi di Ponza. Mare trasparente, grotte, piscine naturali. Tutto ha uno strano sapore selvaggio. Tutto è caldo.

"E' strana Ponza.. Ha un'aria misteriosa, si percepisce calore ovunque, sembra non appartenere a questo tempo.. Ma è bellissima, spettacolare! Addirittura l'acqua del porto è limpida e sembra un'acquario.. La nostra barca è ormeggiata vicino all'altra; dopo aver fatto un giro panoramico su un autobus insieme a Gianmarco, Flaviana e Roberta, Giulia ed io torniamo sulla barca a cenare. Il vento è fresco! Più tardi se vogliamo uscire a fare una passeggiata ci conviene rifugiarci in qualche locale, o bar. Che facciamo domani prof? Andiamo a fare il bagno in qualche bel posto? Forse andiamo all'arco naturale, o a Cala Inferno, dove i subacquei fanno un'immersione. Adesso andiamo a cercare un locale per passare la serata! Ne abbiamo trovato solo uno piccolino, infatti dopo aver bevuto qualcosa siamo tornati in barca.. Sono stanchissima.. La barca si muove impercettibilmente, quasi non la sento.. Buonanotte Ponza, a domani.."


Giovedì, 31 maggio.

Ore 5.30
Il sole sorge, Ponza dorme ancora. Il calore sta tornando a bagnare le barche, gli scogli, le case, la pelle. Calma totale. Pace. Sale, acqua, gabbiani, voglia di tuffarsi in quel mare stupendo. Questa giornata dovrà durare tanto.


"Giulia stamattina presto è andata a vedere l'alba perché non riusciva a dormire.. Io non ce l'ho fatta ad alzarmi, ho dormito un'altra ora. Stamattina andiamo a fare il bagno all'arco naturale e poi da lì ripartiamo direttamente per Nettuno.. Perché il paradiso dura così poco? Qui sto benissimo, mi sto caricando di energia positiva, non vorrei mai andarmene.. Ma il prof è riuscito a far riparare il motore da un meccanico qui al porto, quindi non ci sono scuse: all'una ripartiremo. Beh, godiamoci questa pace fino all'ultimo! Non ci mettiamo molto per arrivare all'arco naturale.. e lo spettacolo è mozzafiato! Il mare è solo per noi, minuscoli puntini nell'infinito. L'acqua è gelida! Piano piano riesco a scendere dalle scalette.. vado sott'acqua e apro gli occhi: il blu mi circonda, profondo, freddo, intrigante, maestoso. Nuoto con Giulia fino alla riva piena di sassi: è tremendo camminare qui sopra! Il sole è potente, ci rilassa, ci abbandoniamo a questa pace precaria, così fragile e sfuggente.."


Ore 13.15
La barca riparte, bagnata. I ragazzi hanno finito la loro avventura. Fa caldo, ma il vento ha iniziato a danzare tra le onde. I ragazzi sanno che tutto ciò che hanno vissuto queste ore è qualcosa di irripetibile. Perché il paradiso dura così poco?


"Ciao, Ponza. Perché ho l'impressione che tutto sia stato solo un sogno? Un breve flash che mi ha catapultata a vivere queste ore senza pensare a niente, solo a vivere. Man mano che ci allontaniamo dall'isola ilo mare sembra più grigio, il cielo anche, forse sono veramente più grigi.. Il mare non brilla più. Non posso pensare che domani tornerà tutto come prima, scuola, impegni, pensieri, appuntamenti, orari.. Qui ho vissuto per sognare, e basta. Non ci posso credere, non ce la faccio a tornare a scuola.. Ciao, Ponza. Le onde mi stanno riempiendo la testa di pace e non resisto.."


Ore 19.30
La barca si ferma al molo. I ragazzi salutano i loro genitori, i loro amici. I ragazzi profumano ancora di Ponza e di mare, per loro è difficile spiegare cosa hanno vissuto. La barca torna a riposare, i ragazzi la guardano. Si allontanano piano, non riescono a staccare gli occhi dall'orizzonte. Quella linea perfetta che separa due elementi così simili, così blu, il cielo, il mare. La pace.


"Sono a terra, ma ho ancora la sensazione di dondolare sulle onde.. E Ponza? E il mare? E il sole? Sono qui sul mio letto a ripensare a tutto il viaggio.. e una leggera brezza mi provoca dei brividi; forse è il vento salato dell'isola che mi è rimasto addosso. Dopo questi due giorni ho imparato ad apprezzare anche i più insignificanti momenti di tranquillità che mi si presentano davanti durante la giornata. Siamo solo dei minuscoli puntini nell'infinito, è vero.. E la pace è molto difficile da trovare, per noi che siamo così piccoli.. Buonanotte Ponza.."




Prof, quanto è profondo qui il mare?
61 metri.
E qui, prof?
98 metri,
E qui?
Il computer riesce a percepire la profondità fino a 100 metri.. Qui staremo sui 200-400..




Piccoli insignificanti puntini nell'infinito. 
Perché il paradiso dura così poco?

domenica 22 aprile 2012

Tremende sensazioni in una bellissima primavera. E una lacrima.

Una mattina di autunno cercavo il tuo sguardo dentro la scuola.
Quella mattina non trovavo i tuoi occhi.
Vedevo le nuvole, il grigio, il vento.. Vedevo le lancette dell'orologio che faticavano, lente, vecchie, a girare.. Vedevo le foglie degli alberi fuori al cortile che si macchiavano di giallo, di marrone, di rosso.. Vedevo le facce serie dei prof, gli sguardi insonnoliti degli altri ragazzi quando andavano alle macchinette a prendere il caffè in prima ora.. Vedevo.. Sentivo un'irrefrenabile voglia di novità, di cambiamento, di qualcosa che sconvolgesse le mie giornate tutte uguali, tutte grigie, tutte nuvole, tutte vento, tutte caffè..
Cercavo te.
Una mattina di autunno cercavo il tuo sguardo dentro la scuola.
Quella mattina non trovavo i tuoi occhi.
E le giornate scorrevano lente come le lancette dell'orologio..

Una mattina di inverno ti baciavo fuori il cancello della scuola.
Quella mattina era tutto perfetto.
Anche il freddo sembrava perfetto, perché potevamo scaldarci solo abbracciandoci. Il cielo era sempre più grigio, a volte vedevo la pioggia, gli alberi ormai senza foglie, il ghiaccio sopra i vetri delle macchine. Vedevo anche le tue mani coperte dai guanti, il tuo collo coperto dalla sciarpa, la tua testa coperta dal cappello. E io mi sentivo un po' spoglia, come quegli alberi senza più foglie, quando non eri con me. Ci baciavamo e sentivo il tuo naso freddo, ci baciavamo e volevo che non finisse mai.
Ti baciavo e vivevo.
E cercavamo un termosifone libero ad ogni ricreazione.
Una mattina di inverno ti baciavo fuori il cancello della scuola.
Quella mattina era tutto perfetto.
E le giornate passavano veloci, e ogni giorni non vedevo l'ora di vederti, e ogni mattina ti baciavo.

Una mattina di primavera mi facevi il solletico e io ti dicevo "smettila!"
Quella mattina.. Quella mattina ho capito tante cose. Ho capito che il nostro rapporto non è più solo attrazione fisica, ho capito che con te voglio crescere, voglio diventare donna. Ho capito che per me sei diventato molto importante, ho capito che posso fidarmi, che tu non puoi farmi del male. Ho capito che anche se non ti vedo per qualche giorno tu ci sei. Ho capito che voglio ascoltarti, voglio capirti, voglio aiutarti, voglio esserci. Ho capito che è solo da qualche mese che ci amiamo, ma sono assolutamente sicura che questi mesi si moltiplicheranno ancora tante volte.
Quella mattina, quella primavera.
Ormai sei dentro di me.
E l'aria pazza, che a volte é fredda, a volta è calda, quel profumo di buono, quel profumo di vita, quel profumo di noi.. Ormai é tutto dentro di me. E i colori, il sole, le maniche corte, il motorino, i primi accenni di mare, quel mare che ci sta aspettando..
Sì, perché ci sarà anche una mattina di estate.
Anzi, ce ne saranno tantissime.
Dopo la tua maturità vivremo insieme l'estate più bella.

E poi ricominceremo d'accapo, anche se non potrò più cercare il tuo sguardo dentro la scuola, anche se non troverò più i tuoi occhi le mattine di autunno. Anche se l'orologio mi sembrerà ancora più maledettamente lento, anche se le facce dei prof mi sembreranno ancora più serie, anche se gli sguardi degli altri mi sembreranno ancora più insonnoliti, anche se berrò ancora più caffè, anche se ci saranno ancora più nuvole. Forse incrocerò qualche altro sguardo, sperando in una novità.. Ma poi, inevitabilmente, il mio pensiero ti raggiungerà all'università, dove starai seguendo una lezione, in mezzo ad altri ragazzi, ad altre ragazze. Incroceremo milioni di sguardi, eppure continueremo a cercarci. Almeno é quello che spero.
Un altro autunno con altri sguardi, un altro inverno con altri baci, un'altra primavera con altre sicurezze.

Ma mai un altro te.

Questa tremenda sensazione di scivolare via da te
questa tremenda sensazione di perdermi dentro la scuola vuota
questa tremenda sensazione di non vederti più.

 Questa meravigliosa estate che deve ancora iniziare.