Una raccolta di pensieri.
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venerdì 20 aprile 2012

A G.

Non so come iniziare, così scrivo questa frase: "ti voglio bene AMICA MIA <3".


Oggi ho capito che è molto facile soffermarsi sull'apparenza di una persona ed è ancora più facile iniziare a criticarla. Ma è difficile criticare sé stessi.
Ieri ho scritto quel post, come dire, "di pancia".. Non ci ho ragionato, sono stata impulsiva, l'importante era buttare tutto fuori, l'importante era fare finta di dare un senso ai miei pensieri.
Oggi scrivo questo post con la testa e con la consapevolezza. La consapevolezza che le parole fanno male.
Le parole fanno piangere. Le parole sono armi.
Armi.
Armi che si possono sfruttare ogni volta che lo desideriamo, armi che ci fanno stare bene, armi buttate lì e poi raccolte. Perché adesso le sto raccogliendo con l'intenzione di utilizzarle meglio.
Parole.
Scrivo questo post per dire che oggi è stata la prima volta che ho pianto per un'amica. 
E' facile ammucchiare a caso le parole, presi dalle emozioni, ma poi è difficile andare a rileggerle e trovarci veramente qualcosa di buono. Eppure se stanno lì ci sarà un motivo, penso.
Scusa.
Armi.
Parole.
Parole, parole, parole.
Non so che mi è preso.
So solo che non voglio più ferirti, perché ci tengo alla nostra amicizia. Sì, ci tengo.
Spero capirai. A quest'età ogni emozione è elevata all'infinitesima potenza e spesso si cerca la strada più semplice per condividerla con gli altri. Ma non sapevo che potesse fare tanto male.
Ti conosco da tanto tempo, sei l'unica amica che conosco da prima del liceo. E l'unica per la quale ho pianto. L'unica per la quale mi sono fatta un'accurata autocritica. Io, che sono la prima tra le presuntuose.


Non so come finire, così scrivo quest'altra frase: "anche io :)"