Una raccolta di pensieri.

sabato 24 gennaio 2015

Come posso intitolare un post che parla delle sensazioni che provo quando sono ubriaca e mi dimentico di te e mi piacciono i baci di quel ragazzo, ma poi torno sobria e ritorni anche tu?

Ieri sera abbiamo bevuto tutti tantissimo, troppo. Ho conosciuto gente nuova, amici di amici, tra cui un ragazzo che appena l'ho visto ho pensato "è il più carino". All'inizio eravamo separati, noi da una parte e loro dall'altra, poi piano piano ci siamo mischiati, l'alcool ha questo grande potere di farci sembrare tutti amici da una vita. Questo ragazzo, alto, bel sorriso, occhiali, forse è stato quello che ha bevuto di meno. Mi piacciono le feste, perché mi sento felice. C'era la musica e io ballavo, c'era tanta birra e io bevevo e c'erano persone che mi sorridevano e io ero felice. Più bevevo e più diventavo felice, mi dimenticavo di te, mi sembrava non fossi mai esistito. Ho fatto 6 centri su 6 al BeerPong e questo ragazzo mi diceva cose con il suo sorriso e io ridevo anche se non capivo cosa mi stesse dicendo perché per me l'unica cosa importante era quel sorriso. Dopo aver assorbito circa 2 litri di birra sono passata agli shots, non so nemmeno cosa ci fosse dentro. La birra era già salita da un pezzo, e dopo 5-6 shots intorno alla roulette ero completamente partita; non so come, mi sono ritrovata ad abbracciare Alessandro, il ragazzo con il sorriso e gli occhiali, da quel momento ho pochi e vaghi ricordi. Ricordo che ci abbracciavamo mentre giocavamo alla roulette con gli altri e io mi sentivo al caldo appoggiata al suo maglione; ricordo che era una bella sensazione. Ricordo che poi la roulette è finita e sentivo qualcuno che commentava il fatto che fossi molto molto ubriaca, come se nessun altro lo fosse. Invece lo eravamo tutti, ma forse io un po' di più. Ricordo che ho preso Alessandro per mano e l'ho portato al piano di sopra, dove non c'era nessuno; ricordo che l'ho baciato, ricordo che dovevo allungarmi un po' per arrivare alle sue labbra perché era alto. Ricordo che lui mi diceva "Giu, non si può fare" e io cercavo di capire il perché. Perché non potevamo baciarci? Io volevo, lui anche (o perlomeno io ero convinta che lui lo volesse). Mi ha detto "perché sei ubriaca, e se non lo fossi non ci staresti". E io gli ho detto che non era vero che non ci starei. E lui continuava a sorridere e io lo guardavo senza parlare. Ricordo di avergli detto "hai un buon profumo". Ricordo che ogni tanto, sempre mentre eravamo abbracciati al piano di sopra, lui mi dava un bacio sulla fronte, un bacio delicato, e mi diceva "Giu tranquilla, non piangere". Stavo piangendo? Ricordo che quei baci sulla fronte sono stati i baci più belli della serata. Poi ricordo che a un certo punto ci stavamo proprio baciando seriamente, proprio come si baciano due persone prima di spogliarsi e fare l'amore, proprio con la lingua che si muove e con i corpi che premono l'uno contro l'altro. Non aveva detto che non si poteva fare? Ricordo che ho provato del piacere, e subito dopo ho iniziato a dire che ero un disastro. Urlavo "Sono un disastro!" mentre Alessandro mi guardava e mi diceva "non è vero". Ma cosa ne sapeva lui? Avrei voluto restare tutta la notte con lui. Stavo bene dentro il suo maglione con il suo profumo. "Hai un buon profumo". Ricordo di averlo preso per mano un'altra volta, lo volevo portare sopra il letto. Lui mi ha detto "Giu, no, non possiamo" e subito dopo era accanto a me. Era così facile convincerlo? Non so come ha fatto a resistere, mentre cercavo di dirgli che non era un problema se facevamo sesso lì in quel momento; credo di non essere stata troppo convincente, perché lui aveva il mio telefono in mano e scriveva un messaggio a mia madre dicendole che tra poco sarei tornata a casa. Era sdraiato sotto di me, io ero seduta sopra di lui e lui scriveva il messaggio mentre io non sapevo cosa dovevo fare. Mi piaceva tantissimo il suo profumo. Ricordo di avergli chiesto "mi riporti tu a casa?" e lui "Giu non posso, e se tua madre vede che ti ho riportato io e non Pierpaolo?" "Ma mia madre mica esce fuori a vedere!" "E che ne sai?". E non sapevo cosa rispondere. Ma non me ne volevo andare. Poi me ne sono andata e avevo il suo profumo attaccato ai capelli.

Stamattina svegliandomi ho annusato i miei capelli e ho ritrovato quel profumo.
L'ho riconosciuto.

Era lo stesso che usavi anche tu. 

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