Una raccolta di pensieri.

martedì 27 gennaio 2015

Sta succedendo qualcosa
dentro di me.
E se mi stessi innamorando
un'altra volta?

I sintomi mi pare siano proprio questi.. 

E SONO FELICE!

sabato 24 gennaio 2015

Come posso intitolare un post che parla delle sensazioni che provo quando sono ubriaca e mi dimentico di te e mi piacciono i baci di quel ragazzo, ma poi torno sobria e ritorni anche tu?

Ieri sera abbiamo bevuto tutti tantissimo, troppo. Ho conosciuto gente nuova, amici di amici, tra cui un ragazzo che appena l'ho visto ho pensato "è il più carino". All'inizio eravamo separati, noi da una parte e loro dall'altra, poi piano piano ci siamo mischiati, l'alcool ha questo grande potere di farci sembrare tutti amici da una vita. Questo ragazzo, alto, bel sorriso, occhiali, forse è stato quello che ha bevuto di meno. Mi piacciono le feste, perché mi sento felice. C'era la musica e io ballavo, c'era tanta birra e io bevevo e c'erano persone che mi sorridevano e io ero felice. Più bevevo e più diventavo felice, mi dimenticavo di te, mi sembrava non fossi mai esistito. Ho fatto 6 centri su 6 al BeerPong e questo ragazzo mi diceva cose con il suo sorriso e io ridevo anche se non capivo cosa mi stesse dicendo perché per me l'unica cosa importante era quel sorriso. Dopo aver assorbito circa 2 litri di birra sono passata agli shots, non so nemmeno cosa ci fosse dentro. La birra era già salita da un pezzo, e dopo 5-6 shots intorno alla roulette ero completamente partita; non so come, mi sono ritrovata ad abbracciare Alessandro, il ragazzo con il sorriso e gli occhiali, da quel momento ho pochi e vaghi ricordi. Ricordo che ci abbracciavamo mentre giocavamo alla roulette con gli altri e io mi sentivo al caldo appoggiata al suo maglione; ricordo che era una bella sensazione. Ricordo che poi la roulette è finita e sentivo qualcuno che commentava il fatto che fossi molto molto ubriaca, come se nessun altro lo fosse. Invece lo eravamo tutti, ma forse io un po' di più. Ricordo che ho preso Alessandro per mano e l'ho portato al piano di sopra, dove non c'era nessuno; ricordo che l'ho baciato, ricordo che dovevo allungarmi un po' per arrivare alle sue labbra perché era alto. Ricordo che lui mi diceva "Giu, non si può fare" e io cercavo di capire il perché. Perché non potevamo baciarci? Io volevo, lui anche (o perlomeno io ero convinta che lui lo volesse). Mi ha detto "perché sei ubriaca, e se non lo fossi non ci staresti". E io gli ho detto che non era vero che non ci starei. E lui continuava a sorridere e io lo guardavo senza parlare. Ricordo di avergli detto "hai un buon profumo". Ricordo che ogni tanto, sempre mentre eravamo abbracciati al piano di sopra, lui mi dava un bacio sulla fronte, un bacio delicato, e mi diceva "Giu tranquilla, non piangere". Stavo piangendo? Ricordo che quei baci sulla fronte sono stati i baci più belli della serata. Poi ricordo che a un certo punto ci stavamo proprio baciando seriamente, proprio come si baciano due persone prima di spogliarsi e fare l'amore, proprio con la lingua che si muove e con i corpi che premono l'uno contro l'altro. Non aveva detto che non si poteva fare? Ricordo che ho provato del piacere, e subito dopo ho iniziato a dire che ero un disastro. Urlavo "Sono un disastro!" mentre Alessandro mi guardava e mi diceva "non è vero". Ma cosa ne sapeva lui? Avrei voluto restare tutta la notte con lui. Stavo bene dentro il suo maglione con il suo profumo. "Hai un buon profumo". Ricordo di averlo preso per mano un'altra volta, lo volevo portare sopra il letto. Lui mi ha detto "Giu, no, non possiamo" e subito dopo era accanto a me. Era così facile convincerlo? Non so come ha fatto a resistere, mentre cercavo di dirgli che non era un problema se facevamo sesso lì in quel momento; credo di non essere stata troppo convincente, perché lui aveva il mio telefono in mano e scriveva un messaggio a mia madre dicendole che tra poco sarei tornata a casa. Era sdraiato sotto di me, io ero seduta sopra di lui e lui scriveva il messaggio mentre io non sapevo cosa dovevo fare. Mi piaceva tantissimo il suo profumo. Ricordo di avergli chiesto "mi riporti tu a casa?" e lui "Giu non posso, e se tua madre vede che ti ho riportato io e non Pierpaolo?" "Ma mia madre mica esce fuori a vedere!" "E che ne sai?". E non sapevo cosa rispondere. Ma non me ne volevo andare. Poi me ne sono andata e avevo il suo profumo attaccato ai capelli.

Stamattina svegliandomi ho annusato i miei capelli e ho ritrovato quel profumo.
L'ho riconosciuto.

Era lo stesso che usavi anche tu. 

venerdì 16 gennaio 2015

sono le 2.00 e avrei voluto ubriacarmi per mettermi a piangere almeno avrei avuto una scusa per farlo

DOPO UN MESE
STAVO PER PIANGERE
PER TE
DOPO UNA BIRRA
E QUALCHE DISCORSO
CON UN'AMICA
STAVO PER SCOPPIARE A PIANGERE
MA
MI SONO IMPOSTA
DI REPRIMERE
LE LACRIME
LA VOCE TREMAVA
IL BLOCCO IN GOLA
PENSIERI SU TE
E SUL FATTO CHE NON STIAMO PIÙ INSIEME
MA TI PENSO
E IO GLIEL'HO DETTO ALLA MIA AMICA
CHE CI PROVO A CONOSCERE ALTRI
MA CHE PALLE
NESSUNO
È
COME
TE
E MI VENIVA DA PIANGERE
PERCHÉ SPERO CHE
TU
PROVI
LA STESSA
COSA

martedì 13 gennaio 2015

Maledetto 13 (cose a caso)

Beh allora, visto che in queste settimane non faccio altro che:
1) studiare dalla mattina alla sera facendo pause che consistono in
2) accarezzare il mio gatto
3) leggere qualche pagina dei Miserabili oppure
4) leggere qualche pagine de Il regno dei lupi aka il terzo libro del Trono di Spade
5) guardare American Horror Story ma ahimè l'ho finito tutto
6) guardare Breaking Bad che ho appena iniziato
7) aiutare mia sorella a latino
8) impanicarmi leggendo i messaggi di quelli dell'università
9) cercare un modo carino per dare il palo a un tipo con cui sto uscendo ma di cui mi sono già terribilmente stancata
10) compiacermi del fatto che sto tutto il giorno in pigiama

direi che è giunto il momento di dare una svolta alla mia vita.
Ancora devo capire come, ma sento che sta per succedere qualcosa di emozionante.
Ma cristo, perché ogni volta che scrivo una parola che inizia con "em-" mi compare "Emiliano" come suggerimento della tastiera del telefono? Morite tutti.
Vado a finire il capitolo di biologia cellulare.

venerdì 2 gennaio 2015

Solo pensieri sconnessi durante la notte di Capodanno

1 gennaio 2012, Roma.
Ho dei ricordi confusi sui capodanni precendenti, la mia memoria parte da qui. Ero a Roma con la mia famiglia, sempre la mia famiglia, come ogni capodanno da 4 anni a questa parte. Il fantastico capodanno a Roma, con i fuochi d'artificio, le luminarie su via del Corso, i monumenti splendenti, le persone, tante, italiane e straniere che si trascinavano per le strade e per le luci, le bottiglie e poi ancora luci. Ricordo tante luci. E ricordo le automobili, la nostra parcheggiata lontano perché non c'era posto. E le persone che urlavano, ubriache e non. E poi ricordo il messaggio di auguri del mio ex ragazzo, il mio primo vero fidanzato, Marcello, e ricordo il fastidio che ho provato quando ho letto sullo schermo del telefono la parola "tesoro", perché stavamo insieme da poco più di un mese e chiamarmi "amore" sarebbe stata una mossa troppo azzardata. Ricordo quel "tesoro" con un misto di tenerezza e nostalgia. Non mi è mai piaciuto l'appellativo "tesoro" e mai mi piacerà, ma se ripenso a quel periodo mi sento felice. Marcello mi aveva augurato un anno all'insegna di noi due, con il suo modo di fare fin troppo sdolcinato e sicuro di sé. Eppure, eppure pagherei adesso per ricevere un messaggio del genere. 16 anni e la testa innamorata, 16 anni e che figo passare il capodanno a Roma con la famiglia.

1 gennaio 2013, Acarigua.
La meta di quell'anno è stata il Venezuela, per andare a trovare Paola e la sua famiglia. Venezuela, caldo, estate in inverno, mare, vestiti bianchi perché la tradizione è che a capodanno devi vestirti completamente di bianco. Rum, tanto rum, tanto cibo, tanti sorrisi. E poi le lanterne colorate da far volare ed esprimi un desiderio; non ricordo cosa ho chiesto, ma ricordo che non era qualcosa a che fare con Marcello. Ricordo che lì non avevo il wifi e quindi gli mandavo un sms al giorno, per non consumare il credito. E lui si era arrabbiato perché quando da me era mezzanotte da lui era già mattina e il mio messaggio di auguri è stato semplice e per niente romantico. Si arrabbiava sempre per i miei messaggi sintetici. 17 anni e la voglia di cambiare, 17 anni e basta con la monotonia, 17 anni e che bello viaggiare.

1 gennaio 2014, New York.
L'anno scorso è stata la volta di New York, meta scelta e amata da mia sorella; la 5th Avenue, i palazzi enormi, il caos, tanto troppo caos, la gente, il rumore continuo e assordante dei clacson, dei motori, della musica. Tutto era amplificato e ti sentivi perso in quel mare di persone. Capodanno freddo, gelato, un po' insulso di fronte allo schermo del grande evento in diretta.. e poi aspettare gli auguri di Emiliano, il mio secondo vero ragazzo. Auguri che arrivarono solo il giorno dopo, dopo una festa consumata, dopo qualche bicchiere bevuto, dopo molte ragazze conosciute che tanto le stavo già stalkerando su Facebook. Adesso capivo come ci si sentiva ad essere "Marcello nel 2013". Aspettare un messaggio attraverso chilometri attraverso mesi, erano due mesi che non ci vedevamo, ma tanto cosa cambiava, i chilometri erano sempre gli stessi e i mesi aumentavano e basta mentre io boh aspettavo, cosa?devo ancora capirlo. Eppure, eppure pagherei tutto pagherei adesso e per sempre pagherei il mondo per ricominciare ad aspettare un messaggio il giorno di capodanno. 18 anni e la voglia di viverlo, 18 anni e non poterlo fare, 18 e che palle voglio vederlo.

1 gennaio 2015, Bologna.
Credo che questo capodanno abbia ottenuto il record del capodanno più insulso di sempre. Io amo Bologna, per i ricordi che me l'hanno fatta amare. La torre. La stramaledetta torre che quando l'ho rivista ho ripercorso tutto quello che era successo quello stupido pomeriggio di inizio novembre. Lo ammetto, ho chiuso gli occhi e ho sperato trovarlo lì in mezzo alla folla sotto la torre una volta riaperti. Capodanno gelido, una festa mancata. Cazzo ci rosico, doveva essere una bella festa ma ho accannato e sono stata con i miei. Piazza, musica, incendio. Brucia tutto, brucia il 2014, anno di impegni. Anno di lotte. E poi il freddo ci fa tornare a casa. Qualcuno mi scrive qualcosa a proposito del fatto che ho fatto bene a non andare alla festa sennò avrei rimorchiato. Ma qualcuno non sa che quello era proprio il mio intento; qualcuno non sa che odio questo tipo di commenti, qualcuno non sa che già mi sta mettendo ansia con questi messaggi, qualcuno non sa che io le cose voglio farle con calma e odio sentirmi pressata e vincolata. Emiliano le sapeva queste cose. Lui no. E nemmeno lui. E nemmeno lui. E io mi scoccio a spiegare le cose a ognuno di loro. E mi arrivano messaggi di auguri di qualcuno che mi vuole conoscere, qualcuno che non mi conosce ma tenta di farlo e qualcuno che pensa di esserci già riuscito. E io vorrei davvero che qualcuno riuscisse a entrare nella mia testa e non se ne andasse più. Lo vorrei. Ma non sei tu non sei nemmeno tu nemmeno tu e nemmeno tu. Quindi per adesso faccio innamorare tutti, "i tuoi occhi mi fanno sciogliere" "sei stupenda" "sei la ragazza perfetta", ma ce ne fosse uno che mi faccia saltare il cuore con un colpo di pistola. 19 anni e le serate a pensare a quanto si sta divertendo Emiliano stasera, 19 anni e la voglia di aspettare un messaggio, 19 anni e la speranza che prima o poi qualcuno mi faccia saltare il cuore con un libro in una mano e una bottiglia di birra nell'altra.