Una raccolta di pensieri.

sabato 23 maggio 2015

Sto male. Piango e rischio anche di fare incidenti con la macchina, non so cosa mi passa per la testa, penso continuamente a lui e al male che gli sto facendo. Non si merita tutto questo, non si merita la parte peggiore di me, dopo tutto quello che ha fatto e che sta facendo. Mi sento uno schifo, uno schifo vivente senza più un'emozione in corpo. Ho paura di tutto. Ho paura di farmi male, di nuovo. Ho paura di annullarmi. Ho paura di fare male alle persone a cui voglio più bene al mondo, lui, i miei amici, la mia famiglia. Sto male per tutto questo. Non sono in grado di controllare i miei sentimenti, sono così immensi che ho paura   che mi facciano dimenticare chi sono veramente, sono così grandi che è impossibile continuare ad essere quella che ero. Ho paura perché non so più dare un nome a questi cazzo di sentimenti e allora forse è meglio smettere di provarli. Sono un'egoista di merda, una schifosa egoista. Sono solo puro egoismo. E nessuno merita egoismo e io non merito nessuno.

domenica 10 maggio 2015

Passò tutta la sera a letto con la luce spenta a guardare le vecchie foto su Facebook che ritraevano lei e i suoi amici di sempre, quelli che adesso non ci sono più. 2010, 2011, 2012, 2013.. gli anni più belli di sempre, quelli in cui scrivevano ancora la k per abbreviare, quelli in cui essere amici era la cosa più importante. Gli anni  in cui si cresceva insieme e si gettavano le basi per delle amicizie durature. Passò tutta la sera a combattere il sonno sorridendo per quelle foto assurde, sciocche, ma meravigliose, piene di sorrisi e di smorfie. Le mancavano, tutti loro, dal primo all'ultimo, ma soprattutto le mancava se stessa, quella ragazzina sempre sorridente, struccata, piena di vita, coraggiosa, intelligente, simpatica. Le mancava più di ogni altra cosa, essere ancora così. Passò tutta la sera a pensare come era stato possibile ridursi in quello stato, e non aver fatto niente prima che fosse troppo tardi.

lunedì 2 marzo 2015

C'era bisogno di schiarirsi le idee e insieme piangere un po'

Finisco l'esame, consegno di corsa ed esco dall'aula, scendo le scale e tiro fuori il telefono, faccio uno squillo a mamma e cerco in rubrica "Emiliano". Vado verso l'uscita su Via del Policlinico, così magari mi posso fermare da qualche parte e chiamarlo. Cammino e
Lui
È
Davanti a me
Come se avessi espresso il desiderio di vederlo e mi avesse ascoltato.
Lo guardo, mi fermo, non so cosa dire.
Continuo a non sapere cosa dire mentre lo guardo.
È proprio lui, qui. Adesso.
Qui
Adesso
E io ho perso l'usa della parola.
Cerco di fare mente locale, di organizzare le idee.
Credo di aver sbiascicato qualcosa come "ma cosa cazz...?" e di averlo abbracciato, e poi aver sbiascicato qualcos'altro ma non so nemmeno io cosa.
Sono felice? Sono arrabbiata? Sono confusa? Sono tutte queste cose insieme. Non è possibile.

E poi
Devo ancora capire se sei la mia fortuna, ma di sicuro non sei una sfortuna
Devo ancora capire se ti amo, ma di sicuro non ti odio
Devo ancora capire se potrà funzionare ma di sicuro stavolta funzionerà meglio delle altre
Devo ancora capire se questo è l'ennesimo sbaglio, ma anche fosse è uno sbaglio che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita
Quello di guardare negli occhi una persona importante, tenergli la mano e dirgli che tanto lo sai che andrà a finire che vi sposerete.
Devo ancora capire se sei la mia cura
O la mia malattia
O forse entrambe
Devo ancora capire chi sei
Quello che so per certo è che dopo quasi due anni che giochiamo a questo stupido gioco
Continuo a sognare
Noi
E vorrei avere la forza di lottare
Di superare la distanza
Di lasciarmi amare
Di amarti
Di ricominciare
Di cancellare
Di imparare
Di migliorare
Di accettare il fatto che
Io e te
Quando stiamo insieme
Riusciamo ad annullare tutti il mondo che ci circonda
Ed è sempre bellissimo
Anche quando sembra tutto sbagliato

mercoledì 25 febbraio 2015

09.18




Grazie facebook.
Ho immaginato di trovare questa scritta fuori dal cancello di casa, fatta da lui.
Stronzo pure tu, facebook.

martedì 24 febbraio 2015

FIDNDUSBXIDNDJSBXJ

No allora io vorrei sapere una cosa. Ma che fate voi ragazzi, vi mettete d'accordo? Vi organizzate quando ci dovete provare con una ragazza?
"Amico, allora io ho intenzione di chiederle di uscire, che fai, glielo chiedi anche tu così le confondiamo le idee?"
"Ok sì e già che ci sta il suo ex può rifarsi vivo e chiederle di ricominciare, che ne pensi?"
"Ah perfetto, in questo modo le complichiamo proprio la vita! ahahahaha"

Vi odio. Maledetti. Soprattutto tu, che mi stai creando un casino in testa che nemmeno immagini.

domenica 22 febbraio 2015

Riflessioni post Giornata del Pensiero


Ok, non ho ancora imparato che non devo fare tardi la sera se poi la mattina mi devo alzare alle 6. Oggi c'è stata la Giornata del Pensiero, in ricordo della nascita di BP, l' "INVENTORE" degli scout; eravamo tutta la zona Pontina riunita ed è stato bello rivedere alcune persone conosciute durante questi anni. Ti accorgi di essere cresciuta quando TUTTE le persone con cui ti fermi a parlare ti dicono: "maaaa non è arrivato il momento di prendere la partenza? non sei vecchia?"; già, la partenza. Tranquilli, arriverà anche per me. Insomma, ho rivisto un po' di gente, tutti si sono accorti del cambio di colore ai capelli, nessuno si è accorto del cambio di sorriso. Adesso ho un mal di testa allucinante, un sonno che mi si porta via e tante domande nella testa. Questa è stata davvero la mia ultima GdP? Boh. Cioè io penso di sì. Però è un po' triste come cosa. Pensare che non dovrò più svegliarmi all'alba per andare a Cisterna, a Latina, ad Aprilia, a Sezze, per sentire urlare i lupetti, per vedere gli esploratori e le guide che si abbracciano, per salutare ancora tutte le persone che mi diranno "hai preso la partenza! L/C o E/G?". Mi mancherà tutto questo. Dividersi in gruppi, poi in sottogruppi, fare sempre le stesse attività ma ogni anno un po' modificate; andare a messa e dormire profondamente, poi far ruotare in aria il fazzolettone mentre si canta "Danza la vita". Che belli i colori dei fazzolettoni. Ogni anno confondo sempre qualche gruppo. Insomma, in generale lo scoutismo mi mancherà (se dovessi decidere di smettere). Con lo scoutismo è stato un colpo di fulmine, poi l'amore si è rafforzato, ma adesso sento che la passione sta scemando. Oggi vedevo capi reparto, capi gruppo, Akela, Kaa, che rincorrevano lupetti, che parlavano tra loro, che scherzavano con i ragazzi.. e ho pensato: "io non sono così". Boh. Sarà che sono stanchissima e non so nemmeno cosa sto scrivendo. Sarà che prima di andarmene ho discusso con la mia capo fuoco (non si è regolata). Sarà che boh, mi sento troppo strana, troppo cambiata, troppo diversa da come ero 6 anni fa, quando questa mia avventura scoutistica è iniziata. Rimane il fatto che ci penserò bene e con la Ross mi schiarirò le idee. E che non farò mai più tardi se poi mi devo alzare alle 6, lo giuro.

venerdì 20 febbraio 2015

Ti ricordi quando mi arrabbiavo con te per il fumo
Che no, eri uno stupido
Che ti faceva male
Quanto era bello arrabbiarsi per quelle cazzate

Eccomi
Sono la persona più incoerente del mondo

giovedì 19 febbraio 2015

L'orso - Il tempo ci ripagherà



VORREI POTER CHIUDERE GLI OCCHI PER GIORNI
VORREI POTER RIVEDERE I TUOI OCCHI, UN GIORNO.



Ecco perché mi fai arrabbiare.

Mi fai arrabbiare perché non riesco a capirti.
Perché fai sempre quello che non mi aspetto.
Perché i tuoi messaggi sono davvero, davvero, davvero, senza senso e io non ce la faccio a trovarne uno, di senso, da dare a quegli stupidi messaggi.
Perché mi fai diventare sgrammaticata.
Perché fai sempre le cose al contrario e le fai fare anche a me.
Perché non riesco a piangere ma nemmeno a odiarti.
Perché non ti sopporto.
Perché quei messaggi sono solo la prova del tuo egoismo.
Mi fai arrabbiare perché non capisco come tu possa volermi tanto male.
Perché speri che io stia male, che pianga per te, che non riesca più a farmi una vita; nonostante tu mi auguri il peggio, io non ho mai pensato, mai, mai, mai, mai, nemmeno una volta "spero che Emiliano stia affogando nelle sue lacrime e che stia soffrendo come un cane" e non riesco a capire perché tu non riesca a volermi bene.
Mi fai arrabbiare perché ti comporti sempre nel modo sbagliato, non ne azzecchi una.
Perché è vero che io in questi mesi non ho mai smesso di pensarti.
Ho cercato di tenerti in un angolo nascosto dentro di me, abbastanza nascosto per non piangere, ma non troppo nascosto, per ricordarmi che la felicità è davvero esistita e quindi può esistere ancora.
Mi fai arrabbiare perché il tuo misero tentativo di eliminarmi dalla tua vita e dal tuo cuore non ha funzionato per niente e adesso me lo stai rinfacciando.
Perché hai letto questo stupido blog "stile Baricco" e ti sei accorto che sto bene.
Perché ieri mi hai solamente istigato a tanta violenza, a tanta rabbia, troppa.
Mi fai arrabbiare perché ieri quando ho letto "Emiliano" sul telefono mi si è fermato il cuore e poi, subito dopo, ha iniziato a voler saltare fuori dal petto.
Perché lo sai che io non riesco a esserti indifferente.
E tu usi questa mia debolezza per farti ascoltare.
Perché io ero sicura che tu avresti passato un periodo di "depressione", come la chiami tu.
Ma mi fai arrabbiare perché è una condizione per cui io non posso farci niente, anche se vorrei aiutarti in qualche modo.
Ma non posso.
E quindi mi fai ancora più arrabbiare, perché i tuoi messaggi sono come un fiume che è straripato, sono come la confessione di un carcerato quando non gli rimane altro che confessare, sono come il vomito di un ubriaco dopo che ha bevuto per dimenticare una brutta storia.
Ma io non sono un argine, non sono un prete, non sono un amico su cui vomitare.
Mi fai arrabbiare perché vedi, adesso oltre che essere arrabbiata sono anche triste.
Perché vorrei provare a eliminarti come hai provato a farlo tu.
Perché vorrei ammettere con me stessa che in fondo, certe volte, mi manchi.
Perché vorrei avere il coraggio di vomitarti addosso tutto quello che penso.
Ma non riesco a fare nessuna di queste tre cose.
Mi fai arrabbiare perché non è vero che ti dispiace che con Alessandro non abbia funzionato.
Perché non è vero che non sai attribuire uno stupido senso a quei messaggi che mi hai mandato.
Tu il senso lo conosci, ma mi fai arrabbiare perché non vuoi ammetterlo.
Mi fai arrabbiare perché adesso prenderei il primo treno, verrei da te e ti riempirei di schiaffi.
Perché non puoi, non puoi, non puoi, cristo santo, mandarmi quei messaggi.
Non puoi.
Mi fai arrabbiare perché io sto veramente bene e sto veramente cercando di rimettere a posto i pezzi, tra una birra e l'altra, tra una pomiciata e l'altra.
Perché lo so che anche tu vorresti fare come me.
E allora fallo.
Mi fai arrabbiare perché più passa il tempo e più sono convinta del fatto che tu sia l'unico ragazzo per cui valga davvero la pena stare male.
Ma cerco di non pensarci.
Mi fai arrabbiare perché io non ho più intenzione di stare male per nessuno.
Perché usi sempre il tono sbagliato. SEMPRE.
Perché vorrei davvero poter fare qualcosa per te, come un'amica, come una persona che ti vuole bene, ma NON POSSO.
Perché non è questo il modo di farsi ascoltare.
Sbagli sempre tutto.
Ecco perché, cazzo, mi fai arrabbiare.

Avevo voglia di scrivere questo, solo questo.
E per una volta prova a metterti nei miei panni.

lunedì 16 febbraio 2015

E oltretutto, mi sono pure innamorata di uno che vive a Napoli! E che cazzo.

AAAAAAHHHHH che bello essere stata appena scaricata dal tipo, non aver quasi sicuramente passato un esame ed averne uno tra due settimane senza voglia di studiare!! CHE BELLA COSA! Saranno le due settimane più lunghe della mia vita. UCCIDETEMI. PER FAVORE.

Ebbene, Alessandro mi ha scaricata perché secondo lui Ostia-Anzio è una situazione troppo complicata che non ci permette di vederci come e quando ci pare. Eh beh, UN'ORA DI MACCHINA, è troppo cazzo!! No comment. Lui non sa che io sono stata un anno e mezzo con uno che abitava prima a Latina e poi a Rovereto. Ed è meglio che non lo sa. Insomma, mi dispiace un sacco perché baciava bene e mi ispirava tanto sesso. Avevo pensato anche di concedermi a qualcosa di più oltre un bacio la prossima volta che l'avrei visto, ma ormai... tornerò a fare l'arrapata disperata, a ubriacarmi ai festini per poi pomiciare con il primo che capita. Che cosa bella. Peccato che al prossimo festino ci sarà di nuovo Alessandro, perciò molto probabilmente inizierò a urlargli contro quanto è stronzo, oppure a picchiarlo selvaggiamente, ma tanto già so che finirò con il pomiciarmelo ancora. E vabbè. Secondo lui è stato meglio finirla adesso prima che diventasse una cosa troppo seria per cui ci saremmo stati male entrambi. Ma perché scusa, doveva per forza diventare una cosa seria? E poi perché adesso devo essere io quella a rimanerci male? Bah. Grazie tante. Pensavo di essere io quella sbagliata, quella fatta male, che pensava solo a fare cose serie.. stavolta sono rimasta neutra, cercando di non farmi coinvolgere troppo.. ed è lui quello che pensa alle cose serie, bella merda. Che poi io dico, no.. ed Emiliano lo sa bene.. se davvero gli interessavo, se davvero gli piacevo, se davvero era coinvolto.. se ne sarebbe sbattuto di fare un'ora di macchina!!! E dai no!! Che palle la gente.

mercoledì 11 febbraio 2015

Quello che vorrei dirti.

Senti, allora, è vero che io sono un disastro. Quando l'altra sera ero ubriaca e urlavo "sono un disastro nei rapporti con altri", era tutto vero (E poi lo sai che da ubriachi si dice sempre la verità). Sono un disastro nelle amicizie e nelle relazioni. Ti giuro, mi mancano proprio le basi. I miei amici, i ragazzi che ho avuto e i miei genitori dicono che sono egoista. Credo che un po' sia vero. Solamente il mio ex non me lo diceva, ma perché lui era più egoista di me. A., ti giuro che io certe volte non so proprio come comportarmi, non so come gestire le cose, mi sento stupida. Per esempio, no, noi adesso ci stiamo sentendo, ci stiamo conoscendo, ma io non so mai quanti messaggi devo mandarti, quando, e perché. Non so se scriverti perché poi ho paura di accollarmi e non so se non scriverti perché ho paura di essere stronza. Poi vedo che nemmeno tu mi scrivi tanto, quindi penso "ah forse anche lui è un disastro". Sono stata un anno e mezzo a farmi pippe mentali per uno più disastrato di me e adesso posso dire di essere diventata ancora più egoista. Prima di uscire con te sono uscita per 2-3 volte con un altro ragazzo, mi ci sono un po' divertita e poi gli ho detto ciao. Mi ero stancata. Non so perché ti sto dicendo questo. Mi piacerebbe conoscerti meglio, A. Non mi interessa sapere cosa vuoi da me, perché sai nemmeno io so cosa voglio da me stessa, figurati se posso sapere cosa voglio da un'altra persona, e credo per te sia lo stesso. Però so cosa non voglio: non voglio una scopata e poi chi si è visto si è visto; però non voglio nemmeno un fidanzato. Vorrei una persona con cui stare bene senza aver paura di fare o ricevere del male. Non so se sia tu questa persona, ma mi piacerebbe conoscerti per scoprirlo. Adesso, non so se anche tu vuoi conoscermi oppure ti sei stancato, quindi basta che me lo dici. E dimmi anche se la quantità di messaggi che ti mando può andare bene, perché sono proprio una frana. Dimmi se ti interesso. Dimmi se vuoi rivedermi. Io sono tanto egoista e tanto insicura, non sono per niente brava in queste cose, non sono una che "ci sa fare", io sono solo una che fa quello che le passa per la testa. Mi sono ubriacata e ti ho baciato. Esco con te e faccio tutti questi discorsi assurdi. Voglio una persona, la ottengo nonostante faccia del male a chi mi sta intorno. Sono così. Non mi faccio sentire con gli amici, con le amiche, faccio la merda con i ragazzi, insomma questo. Poi penso che mi piacerebbe conoscerti e quindi vorrei farlo, se tu sei d'accordo. Non ho idea di cosa voglio, te lo ripeto. Ma credo che passare un pomeriggio senza pensare a niente, a ridere e a raccontarci le cose sia già qualcosa. Quindi se tu vuoi io sono qui, basta che mi cerchi. Magari facciamo i disastri insieme. Non sono una ragazza perfetta, non sono tranquilla, ho un sacco di insicurezza, di dubbi, quando mi trovo davanti a te ho paura di non essere molto interessante perché penso "chissà quante altre ragazze più interessanti di me ha conosciuto" e ho sempre la sensazione di non piacerti abbastanza, non che questo non sia plausibile, anzi, però mi da fastidio sentirmi così. E so che questo non è un discorso da fare a un ragazzo che ho visto 4 volte, di cui una da ubriaca. Penso che dovrei prendere le cose in modo più tranquillo, senza farmi troppe pippe mentali; quando lo faccio però poi mi dicono che non dimostro i miei sentimenti e faccio la stronza. Allora penso che dovrei proprio eliminarli i sentimenti, ma ho capito che non ne sono capace. Io senza sentimenti faccio solo del male. E non voglio farti del male. Per cui adesso dimmi cosa ne pensi di tutto questo discorso assurdo e poi fai finta che non abbia mai detto niente di tutto ciò.

martedì 27 gennaio 2015

Sta succedendo qualcosa
dentro di me.
E se mi stessi innamorando
un'altra volta?

I sintomi mi pare siano proprio questi.. 

E SONO FELICE!

sabato 24 gennaio 2015

Come posso intitolare un post che parla delle sensazioni che provo quando sono ubriaca e mi dimentico di te e mi piacciono i baci di quel ragazzo, ma poi torno sobria e ritorni anche tu?

Ieri sera abbiamo bevuto tutti tantissimo, troppo. Ho conosciuto gente nuova, amici di amici, tra cui un ragazzo che appena l'ho visto ho pensato "è il più carino". All'inizio eravamo separati, noi da una parte e loro dall'altra, poi piano piano ci siamo mischiati, l'alcool ha questo grande potere di farci sembrare tutti amici da una vita. Questo ragazzo, alto, bel sorriso, occhiali, forse è stato quello che ha bevuto di meno. Mi piacciono le feste, perché mi sento felice. C'era la musica e io ballavo, c'era tanta birra e io bevevo e c'erano persone che mi sorridevano e io ero felice. Più bevevo e più diventavo felice, mi dimenticavo di te, mi sembrava non fossi mai esistito. Ho fatto 6 centri su 6 al BeerPong e questo ragazzo mi diceva cose con il suo sorriso e io ridevo anche se non capivo cosa mi stesse dicendo perché per me l'unica cosa importante era quel sorriso. Dopo aver assorbito circa 2 litri di birra sono passata agli shots, non so nemmeno cosa ci fosse dentro. La birra era già salita da un pezzo, e dopo 5-6 shots intorno alla roulette ero completamente partita; non so come, mi sono ritrovata ad abbracciare Alessandro, il ragazzo con il sorriso e gli occhiali, da quel momento ho pochi e vaghi ricordi. Ricordo che ci abbracciavamo mentre giocavamo alla roulette con gli altri e io mi sentivo al caldo appoggiata al suo maglione; ricordo che era una bella sensazione. Ricordo che poi la roulette è finita e sentivo qualcuno che commentava il fatto che fossi molto molto ubriaca, come se nessun altro lo fosse. Invece lo eravamo tutti, ma forse io un po' di più. Ricordo che ho preso Alessandro per mano e l'ho portato al piano di sopra, dove non c'era nessuno; ricordo che l'ho baciato, ricordo che dovevo allungarmi un po' per arrivare alle sue labbra perché era alto. Ricordo che lui mi diceva "Giu, non si può fare" e io cercavo di capire il perché. Perché non potevamo baciarci? Io volevo, lui anche (o perlomeno io ero convinta che lui lo volesse). Mi ha detto "perché sei ubriaca, e se non lo fossi non ci staresti". E io gli ho detto che non era vero che non ci starei. E lui continuava a sorridere e io lo guardavo senza parlare. Ricordo di avergli detto "hai un buon profumo". Ricordo che ogni tanto, sempre mentre eravamo abbracciati al piano di sopra, lui mi dava un bacio sulla fronte, un bacio delicato, e mi diceva "Giu tranquilla, non piangere". Stavo piangendo? Ricordo che quei baci sulla fronte sono stati i baci più belli della serata. Poi ricordo che a un certo punto ci stavamo proprio baciando seriamente, proprio come si baciano due persone prima di spogliarsi e fare l'amore, proprio con la lingua che si muove e con i corpi che premono l'uno contro l'altro. Non aveva detto che non si poteva fare? Ricordo che ho provato del piacere, e subito dopo ho iniziato a dire che ero un disastro. Urlavo "Sono un disastro!" mentre Alessandro mi guardava e mi diceva "non è vero". Ma cosa ne sapeva lui? Avrei voluto restare tutta la notte con lui. Stavo bene dentro il suo maglione con il suo profumo. "Hai un buon profumo". Ricordo di averlo preso per mano un'altra volta, lo volevo portare sopra il letto. Lui mi ha detto "Giu, no, non possiamo" e subito dopo era accanto a me. Era così facile convincerlo? Non so come ha fatto a resistere, mentre cercavo di dirgli che non era un problema se facevamo sesso lì in quel momento; credo di non essere stata troppo convincente, perché lui aveva il mio telefono in mano e scriveva un messaggio a mia madre dicendole che tra poco sarei tornata a casa. Era sdraiato sotto di me, io ero seduta sopra di lui e lui scriveva il messaggio mentre io non sapevo cosa dovevo fare. Mi piaceva tantissimo il suo profumo. Ricordo di avergli chiesto "mi riporti tu a casa?" e lui "Giu non posso, e se tua madre vede che ti ho riportato io e non Pierpaolo?" "Ma mia madre mica esce fuori a vedere!" "E che ne sai?". E non sapevo cosa rispondere. Ma non me ne volevo andare. Poi me ne sono andata e avevo il suo profumo attaccato ai capelli.

Stamattina svegliandomi ho annusato i miei capelli e ho ritrovato quel profumo.
L'ho riconosciuto.

Era lo stesso che usavi anche tu. 

venerdì 16 gennaio 2015

sono le 2.00 e avrei voluto ubriacarmi per mettermi a piangere almeno avrei avuto una scusa per farlo

DOPO UN MESE
STAVO PER PIANGERE
PER TE
DOPO UNA BIRRA
E QUALCHE DISCORSO
CON UN'AMICA
STAVO PER SCOPPIARE A PIANGERE
MA
MI SONO IMPOSTA
DI REPRIMERE
LE LACRIME
LA VOCE TREMAVA
IL BLOCCO IN GOLA
PENSIERI SU TE
E SUL FATTO CHE NON STIAMO PIÙ INSIEME
MA TI PENSO
E IO GLIEL'HO DETTO ALLA MIA AMICA
CHE CI PROVO A CONOSCERE ALTRI
MA CHE PALLE
NESSUNO
È
COME
TE
E MI VENIVA DA PIANGERE
PERCHÉ SPERO CHE
TU
PROVI
LA STESSA
COSA

martedì 13 gennaio 2015

Maledetto 13 (cose a caso)

Beh allora, visto che in queste settimane non faccio altro che:
1) studiare dalla mattina alla sera facendo pause che consistono in
2) accarezzare il mio gatto
3) leggere qualche pagina dei Miserabili oppure
4) leggere qualche pagine de Il regno dei lupi aka il terzo libro del Trono di Spade
5) guardare American Horror Story ma ahimè l'ho finito tutto
6) guardare Breaking Bad che ho appena iniziato
7) aiutare mia sorella a latino
8) impanicarmi leggendo i messaggi di quelli dell'università
9) cercare un modo carino per dare il palo a un tipo con cui sto uscendo ma di cui mi sono già terribilmente stancata
10) compiacermi del fatto che sto tutto il giorno in pigiama

direi che è giunto il momento di dare una svolta alla mia vita.
Ancora devo capire come, ma sento che sta per succedere qualcosa di emozionante.
Ma cristo, perché ogni volta che scrivo una parola che inizia con "em-" mi compare "Emiliano" come suggerimento della tastiera del telefono? Morite tutti.
Vado a finire il capitolo di biologia cellulare.

venerdì 2 gennaio 2015

Solo pensieri sconnessi durante la notte di Capodanno

1 gennaio 2012, Roma.
Ho dei ricordi confusi sui capodanni precendenti, la mia memoria parte da qui. Ero a Roma con la mia famiglia, sempre la mia famiglia, come ogni capodanno da 4 anni a questa parte. Il fantastico capodanno a Roma, con i fuochi d'artificio, le luminarie su via del Corso, i monumenti splendenti, le persone, tante, italiane e straniere che si trascinavano per le strade e per le luci, le bottiglie e poi ancora luci. Ricordo tante luci. E ricordo le automobili, la nostra parcheggiata lontano perché non c'era posto. E le persone che urlavano, ubriache e non. E poi ricordo il messaggio di auguri del mio ex ragazzo, il mio primo vero fidanzato, Marcello, e ricordo il fastidio che ho provato quando ho letto sullo schermo del telefono la parola "tesoro", perché stavamo insieme da poco più di un mese e chiamarmi "amore" sarebbe stata una mossa troppo azzardata. Ricordo quel "tesoro" con un misto di tenerezza e nostalgia. Non mi è mai piaciuto l'appellativo "tesoro" e mai mi piacerà, ma se ripenso a quel periodo mi sento felice. Marcello mi aveva augurato un anno all'insegna di noi due, con il suo modo di fare fin troppo sdolcinato e sicuro di sé. Eppure, eppure pagherei adesso per ricevere un messaggio del genere. 16 anni e la testa innamorata, 16 anni e che figo passare il capodanno a Roma con la famiglia.

1 gennaio 2013, Acarigua.
La meta di quell'anno è stata il Venezuela, per andare a trovare Paola e la sua famiglia. Venezuela, caldo, estate in inverno, mare, vestiti bianchi perché la tradizione è che a capodanno devi vestirti completamente di bianco. Rum, tanto rum, tanto cibo, tanti sorrisi. E poi le lanterne colorate da far volare ed esprimi un desiderio; non ricordo cosa ho chiesto, ma ricordo che non era qualcosa a che fare con Marcello. Ricordo che lì non avevo il wifi e quindi gli mandavo un sms al giorno, per non consumare il credito. E lui si era arrabbiato perché quando da me era mezzanotte da lui era già mattina e il mio messaggio di auguri è stato semplice e per niente romantico. Si arrabbiava sempre per i miei messaggi sintetici. 17 anni e la voglia di cambiare, 17 anni e basta con la monotonia, 17 anni e che bello viaggiare.

1 gennaio 2014, New York.
L'anno scorso è stata la volta di New York, meta scelta e amata da mia sorella; la 5th Avenue, i palazzi enormi, il caos, tanto troppo caos, la gente, il rumore continuo e assordante dei clacson, dei motori, della musica. Tutto era amplificato e ti sentivi perso in quel mare di persone. Capodanno freddo, gelato, un po' insulso di fronte allo schermo del grande evento in diretta.. e poi aspettare gli auguri di Emiliano, il mio secondo vero ragazzo. Auguri che arrivarono solo il giorno dopo, dopo una festa consumata, dopo qualche bicchiere bevuto, dopo molte ragazze conosciute che tanto le stavo già stalkerando su Facebook. Adesso capivo come ci si sentiva ad essere "Marcello nel 2013". Aspettare un messaggio attraverso chilometri attraverso mesi, erano due mesi che non ci vedevamo, ma tanto cosa cambiava, i chilometri erano sempre gli stessi e i mesi aumentavano e basta mentre io boh aspettavo, cosa?devo ancora capirlo. Eppure, eppure pagherei tutto pagherei adesso e per sempre pagherei il mondo per ricominciare ad aspettare un messaggio il giorno di capodanno. 18 anni e la voglia di viverlo, 18 anni e non poterlo fare, 18 e che palle voglio vederlo.

1 gennaio 2015, Bologna.
Credo che questo capodanno abbia ottenuto il record del capodanno più insulso di sempre. Io amo Bologna, per i ricordi che me l'hanno fatta amare. La torre. La stramaledetta torre che quando l'ho rivista ho ripercorso tutto quello che era successo quello stupido pomeriggio di inizio novembre. Lo ammetto, ho chiuso gli occhi e ho sperato trovarlo lì in mezzo alla folla sotto la torre una volta riaperti. Capodanno gelido, una festa mancata. Cazzo ci rosico, doveva essere una bella festa ma ho accannato e sono stata con i miei. Piazza, musica, incendio. Brucia tutto, brucia il 2014, anno di impegni. Anno di lotte. E poi il freddo ci fa tornare a casa. Qualcuno mi scrive qualcosa a proposito del fatto che ho fatto bene a non andare alla festa sennò avrei rimorchiato. Ma qualcuno non sa che quello era proprio il mio intento; qualcuno non sa che odio questo tipo di commenti, qualcuno non sa che già mi sta mettendo ansia con questi messaggi, qualcuno non sa che io le cose voglio farle con calma e odio sentirmi pressata e vincolata. Emiliano le sapeva queste cose. Lui no. E nemmeno lui. E nemmeno lui. E io mi scoccio a spiegare le cose a ognuno di loro. E mi arrivano messaggi di auguri di qualcuno che mi vuole conoscere, qualcuno che non mi conosce ma tenta di farlo e qualcuno che pensa di esserci già riuscito. E io vorrei davvero che qualcuno riuscisse a entrare nella mia testa e non se ne andasse più. Lo vorrei. Ma non sei tu non sei nemmeno tu nemmeno tu e nemmeno tu. Quindi per adesso faccio innamorare tutti, "i tuoi occhi mi fanno sciogliere" "sei stupenda" "sei la ragazza perfetta", ma ce ne fosse uno che mi faccia saltare il cuore con un colpo di pistola. 19 anni e le serate a pensare a quanto si sta divertendo Emiliano stasera, 19 anni e la voglia di aspettare un messaggio, 19 anni e la speranza che prima o poi qualcuno mi faccia saltare il cuore con un libro in una mano e una bottiglia di birra nell'altra.