Una raccolta di pensieri.

lunedì 2 dicembre 2013

A nonna.

Sei bella con quel rosario tra le mani, le mani chiare, stropicciate, macchiate. E quegli orecchini ti stanno bene, ti danno un'aria elegante e severa. I capelli, grigio chiaro, sono pettinati e lisci e fini come i miei.
Memorizzo per sempre la tua espressione spenta. Il tuo viso immobile, le palpebre viola che nascondono i tuoi occhi anziani.
Memorizzo il profumo di quella stanza e il freddo che si abbina con la tua pelle.
E provo a dirti tutto quello che non ho avuto il coraggio di dirti in questi anni, ma ancora una volta non ci riesco.
Le parole sono bloccate da quel nodo alla gola dovuto al pianto. Sai, quando piangi senza fare rumore per non disturbare e allora i suoni si spezzano ancora prima di uscire.. quel blocco lì.
Per questo non dico niente e cerco di nascondermi dietro le parole di chi è più piccolo di me, ma più coraggioso.
E come sempre tutte le cose non dette trovano espressione nelle lettere scritte.
Più facile, meno spontaneo.

L'ultimo ricordo che ho di te risale a questa estate, quando stavi in ospedale ed eravamo io, mamma e Sofia a farti visita. Stavi ancora bene. Smaniavi perché volevi uscire, faceva caldo ed era tutto bianco come ogni ospedale. Mi avevi chiesto di massaggiarti la gamba e io l'ho fatto. Ti addormentavi e ti risvegliavi.
Pensavo che saresti guarita. Sì, insomma, un paio di settimane e saresti uscita. Come tutte le nonne. Che stanno male e poi guariscono.

Ma chissà perché, per quale strano scherzo della coscienza, quando ho pensato a quale fosse stato il mio ultimo ricordo con te, non mi è venuto in mente l'ospedale. No.
Ho pensato alla mia festa di compleanno. Qualche settimana prima, era giugno.
È l'ultimo ricordo bello che ho di te. Non bianco, non triste, ma bello e basta. Quando guardavo il video con le foto preparato da Chiara e dalle mie amiche e tu commossa mi abbracciavi.
Ecco. Questo per me è il nostro ultimo vero ricordo. Nient'altro.

Non sono stata una brava nipote. Forse non ti ho mai detto "ti voglio bene". Un po' per la distanza, un po' per il carattere, un po' perché non mi sono mai resa conto che le persone prima o poi se ne vanno.
Tu sei stata una nonna diversa dalle altre. Niente smancerie, niente complimenti, niente pranzi della domenica.
E io non mi sono mai resa conto di quanto sei stata presente fino a che non te ne sei andata. È così che funziona. Capisci le cose troppo tardi.

È strano. Troppo.
E in quella foto con tutte le nipoti all'ospedale io non ci sono. Manco solo io. Avrei dovuto andare a trovarti questa settimana. Se avessi aspettato cinque giorni ti avrei almeno salutata. Cinque giorni.
Forse questo pensiero mi perseguiterà per tutta la vita.

Ma adesso tutte queste parole non hanno il minimo senso. Cosa posso dire? Non so. Che dopotutto manchi. A tutti. Che è successo tutto troppo in fretta. Che serviva più tempo. Solo questo.
Ma forse il tempo c'è stato, solo che è stato impiegato nel modo sbagliato.
E adesso posso solo dirti grazie per ogni cosa e che eri bella con quel rosario tra le mani. Buon viaggio, trova la tua felicità.. qui stiamo tutti cercando la nostra.

2 commenti:

  1. Mi hai fatta emozionare...le tue parole colpiscono, Airone.
    Mi dispiace per tua nonna, sappi che se vuoi parlarne io ci sono.
    Virtualmente, ma ci sono :)
    Vorrei dirti qualcosa che possa farti stare meglio, ma credo sia impossibile. Non sentirti in colpa però, non ne hai nessun motivo. Sono sicura che anche lei la pensa così.
    Un abbraccio <3

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    1. Grazie Sheryl sei sempre così carina :) già il fatto che tu abbia provato a confortarmi è una cosa che apprezzo molto.. grazie mille <3

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