Una raccolta di pensieri.

domenica 27 ottobre 2013

Nessuno li aveva avvertiti.

Cosa desiderasse in quel momento, lei non lo sapeva.
Aveva idea di cosa significasse essere felice insieme a lui.. l'aveva provato. Aveva provato quella ridicola felicità che provano le persone innamorate, quella felicità che ti fa sentire come se la vostra storia sia la più speciale e la più bella di tutte.
Lei l'aveva vissuta quella felicità.

Era estate ed ogni cosa era più bella.
Era estate, c'era il mare, c'erano i motorini, i gelati sciolti, le passeggiate sotto il sole, il parco dove nascondersi, il sudore, gli schizzi, le magliette trasparenti, gli occhiali da sole che solo a guardarlo pensi "quanto è figo", le giornate lunghe, lunghissime, ma sempre troppo brevi per essere vissute pienamente.
Il porto, dove avevano fatto il loro primo discorso serio.
Il bar, dove avevano fatto per la prima volta colazione insieme.
Quella stanza dove avevano fatto per la prima volta l'amore.
E quell'altra, dove avevano dormito insieme.
Le bugie, le fughe, i segreti, le cazzate.
Tutto era felicità.
Tutto.
Sbagliato o giusto che fosse, loro erano veramente felici come non lo erano mai stati.
Perché finalmente si erano trovati e tutti i pezzi erano tornati al loro posto..
Lui aveva trovato sicurezza.
Lei aveva trovato libertà. Di amare.

E come li aveva trovati, questa libertà, questa spensieratezza, questo amore, così li aveva persi.

Senza volerlo, avevano perso tutto.
E allora lei ripensava a quelle giornate estive, a quei sorrisi bellissimi, alla loro storia da far invidia a tutti, ripensava a tutti i momenti condivisi, a tutti i gelati sciolti, a tutte le attese, ai mesi che passavano, veloci, traditori, potevano avvertirli almeno
potevano dire loro
che quel giorno sarebbe arrivato
il giorno in cui lui se ne sarebbe andato
potevano dirgli
amala, amala adesso, non aspettare che sia troppo tardi, amala
amala
non avere paura
non c'è niente per cui avere paura
amala
e basta
lei vuole solo questo

e potevano dirle
non piangere
perché lui continuerà ad amarti
anche se non lo dice
lui ti ama
e ti amerà
e tu non devi piangere
perché quel giorno arriverà
e tu non potrai farci niente
potrai solo perdonarlo
ancora e ancora
perdonarlo

Ma nessuno li aveva avvertiti.

E quindi lui continuava a tenersi dentro le parole.
E lei continuava a piangere.

E anche quando lui aveva trovato il coraggio di dire che l'amava, anche quando lui aveva messo da parte tutto, l'orgoglio, l'imbarazzo, tutto, lei continuava a piangere.
Perché era tutto sbagliato.
Tutto.

Cosa desiderasse in quel momento lei non lo sapeva.
Sarebbe bastato un gesto qualsiasi.
Qualsiasi cosa che le ricordasse quei mesi, pochi, brevi, passati, di inutile felicità.


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