Una raccolta di pensieri.

mercoledì 27 febbraio 2013

Caro M.

Caro M.,
ho una domanda che mi assilla e non finisce di disturbarmi e mi fa pensare tante cose.
Come fai ad essere così tranquillo?
E subito me ne viene in mente un'altra, peggiore. Perché sei così tranquillo?
Io una risposta ce l'ho, ma spero immensamente che non sia quella giusta, spero sia solo un brutto presentimento e che io mi stia sbagliando. Perché dovrebbe esserlo?
E poi c'è l'altra risposta, la tua, la più plausibile, quella alla quale tutti reagiscono dicendo "ma certo che è così!".. E' la risposta che mi piace di più, perché se ci penso riesco a non piangere.
Mi hai detto che sei così calmo e freddo perché riesci a nascondere bene i tuoi sentimenti.
E allora io ti chiedo.. E' proprio necessario che tu debba nascondere così bene i tuoi sentimenti, adesso?

Io li ho nascosti per mesi i miei sentimenti, quando invece avrei dovuto parlartene. Ma adesso proprio no, adesso li tiro fuori, anche se è tardi e anche se non serve più a niente. Li tiro fuori e ti piango addosso, mi piango addosso. Ti faccio vedere la mia sincerità pensando di star vedendo la tua.
Sincerità contro sincerità?
O sincerità contro una maschera?
Io continuo a sperare che la mia risposta sia quella sbagliata..

Sai cosa provo adesso? Solo rabbia.
Ieri ho pianto una marea di ore di seguito, sono andata a letto piangendo, mi sono svegliata piangendo con tutti gli occhi gonfi, sono andata a scuola, ho pianto un'altra volta. Ma sento che è stata l'ultima, non piangerò più. Anche sforzandomi, ti giuro mi sto sforzando, anche sforzandomi non riesco più a piangere. Perché?
Perché credo di conoscere il perché della tua tranquillità e allora mi faccio forza, cambio lo stato su Facebook come hai fatto tu senza pensarci, con leggerezza, lo cambio anche io e faccio finta di averlo fatto con leggerezza, parlo di noi con un nodo alla gola ma faccio finta di farlo con leggerezza, come fai tu, con le tue battute CHE ODIO, odio tremendamente, come fai tu quando dici "non sei contenta che adesso siamo amici?", NO, NON SONO CONTENTA, sono uno SCHIFO, mi sento uno SCHIFO, sono arrabbiata, per niente contenta e neanche voglio esserlo, adesso NON POSSO essere contenta e non posso nemmeno piangere.
Ti prego dimmi che mi sto sbagliando.
DIMMI CHE NON E' VERO CHE NON TE NE FREGA NIENTE. Dimmi che non è vero che sei così tranquillo perché SEI CONTENTO che ci siamo lasciati e hai preso la palla al balzo, dimmi che mi sto sbagliando e forse riuscirò a essere tranquilla come te.

Dimmi come hai fatto a metabolizzare tutto in 48 ore. Ti prego dimmelo e io smetterò di pensare che ci sei riuscito perché non te ne frega più niente, che per te un anno e tre mesi sono stati importanti come qualsiasi altra storia, smetterò di pensare che stavi aspettando me per dire "sì, sono d'accordo", smetterò di pensare che da parte tua non c'è più niente, che non provi più niente.

Non so ancora cosa provo, ma ci penso ogni minuto e cerco di darmi una risposta, una bella risposta. Sicuramente provo rabbia. Per me e per te, perché una storia la si scrive in due.

Non volevo ti adeguassi alle mie decisioni, avrei voluto che mi dicessi "ma che stai facendo?".

Avrei voluto che mi dicessi che era il caso di rivederci, perché dopotutto una storia non può finire così facilmente, così in poco tempo, dopotutto speravo che ci tenessi ancora a me e che avresti fatto di tutto per non perdermi.
Ma probabilmente non ci tieni più.
Io sì, ed è per questo che sono arrabbiata. Pensavo potessimo avere una seconda possibilità.
Non posso costringerti, ma non posso nemmeno fare finta di essere felice.
Te l'ho detto, non sono felice.

Cercati un'altra ragazza quando ti pare, oggi, domani, tra un mese, tra un anno, quando ti pare, non mi importa più niente. Se ti rende felice, fallo.
Invitami ai tuoi concerti, alle tue feste, ad uscire, se ti rende felice fallo, ma io rifiuterò tutti i tuoi inviti.

Ti sembro infantile, lunatica, immatura, forse è vero, ma tu mi sembri bugiardo. Forse è vero.
Hai già fatto scorrere tutto, meglio per te.
Io non ho avuto paura a mostrarmi DEBOLE davanti a te, tu sì. Perché. 

1 commento:

  1. Non ho metabolizzato un bel niente... la verità? è che non posso permettermi una volta di troppo di essere debole... mamma sta male e tu piangi e io non posso essere debole per nessuno. La verità è che ho passato la giornata pensando a te... a ieri... a oggi... a domani... e al futuro... ti ricordi quando mi chiedesti un ragazzo più maturo? l'ho fatto... sono cresciuto per te, anche se non ne avevo voglia... e adesso cercherò di non piangere più. Ti prego, non piangere neanche tu... Non credere che non provi più niente... non credere che pensi a qualcun'altra... perché questa sarebbe una bugia.

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