Una raccolta di pensieri.

sabato 2 giugno 2012

Due giorni alla scoperta della pace.

Mercoledì, 30 maggio.

Ore 7.10
Il porto di Nettuno è deserto. Mare calmo, all'apparenza. Le barche ferme ondeggiano piano, come se si stessero riposando. Il cielo è coperto da nuvole grigie, ma comunque oggi sarà bel tempo. Poca voglia di parlare, tanta di partire. Visi insonnoliti. Borsoni appoggiati all'entrata del molo D nell'attesa di essere caricati su una di quelle barche.

"Certo potevamo partire un po' più tardi.. Ma tutti gli altri dove sono? L'appuntamento era alle 7.15, tra qualche minuto dovrebbero essere qui. Mamma mia che sonno.. Chissà qual è la nostra barca! Ecco, due ragazze del nostro equipaggio hanno aperto il cancelletto del molo e ci stanno facendo strada verso la barca! Mentre cammino, insieme a Giulia commento ogni barca cui passiamo vicino: wow, questa è bellissima! Guarda questa, è proprio grande! Questa invece non è niente di che.. Siamo arrivate alla nostra barca: sopra ci sono già i professori, Latorre e La Spezia, che ci salutano e ci invitano a salire. Un saluto veloce ai genitori di Giulia che ci hanno accompagnate e poi sono subito a piedi nudi che cammino sopra la barca! E'.. Bellissima! Ci sono quattro cabine, ognuna da due posti; visto che siamo dieci persone totali le altre due dormono sul divanetto che diventa un letto. Giulia ed io posiamo i nostri borsoni in una cabina e già non siamo più insonnolite, non vediamo l'ora di partire! Aspettiamo le ultime persone dell'equipaggio che hanno fatto qualche minuto di ritardo e poi, quasi senza rendercene conto, sciogliendo una cima, accendendo il motore, la barca si muove!"

Ore 8.20
La barca si muove veloce, ha superato l'altra con cui è partita. Se si girano verso poppa i ragazzi possono vedere ancora la costa di Nettuno, una lunga striscia grigio scuro a contrasto con il cielo limpido. Se si girano verso prua, l'affascinante infinito dell'orizzonte. Sorrisi, onde, entusiasmo. Il viaggio è iniziato da poco ma sembra essere passato già tantissimo tempo. 

"L'euforia della partenza ha già lasciato il posto al lento trascorrere del tempo.. Sentiamo solo il rumore del motore e del vento e ci stiamo rendendo conto che sarà un lungo viaggio, se non troviamo qualche svago! Ho appena conosciuto Silvia e Silvia, due ragazze che stanno in barca con noi; sono molto simpatiche e divertenti e la cosa più buffa è che loro, amiche, hanno lo stesso nome e anche noi, amiche, ci chiamiamo allo stesso modo.. Quattro ragazze per due nomi! Parlando con le nostre nuove compagne di viaggio il tempo passa più velocemente. Che succede? Cosa? Il motore non funziona più? E adesso? Il prof dice di non preoccuparci, sicuramente è solo un piccolo problema con il gasolio.. Ridiamo per sdrammatizzare, nel frattempo aiutiamo il prof a issare la randa e il genoa (che sarebbe il fiocco nelle barche più piccole).. Sono due ali di farfalla giganti! Pezzi di bianco altissimi, forti, leggeri.. Approfittiamo del poco vento che c'è e proseguiamo verso Ponza a vela!"


Ore 15.30
Ponza è un blocco di rocce e di verde. La barca viaggia ancora, dopo ore, sta girando intorno all'isola per arrivare al porto. A destra Palmarola, a sinistra Zannone. Altri blocchi di terra incantevoli. Flash, voci, vento. Sono quasi arrivati, un piccolo faro li saluta sopra uno scoglio altissimo.

"Ce l'abbiamo fatta! Osservare la terra di Ponza da sopra la barca è molto rilassante.. Ma quanto ci vuole per arrivare al porto? E' dall'altra parte dell'isola, il prof dice almeno un'ora.. ancora. Gli altri sono già arrivati da una mezz'oretta, ma purtroppo noi abbiamo perso tempo per colpa del guasto al motore: dopo circa quarantacinque minuti che stavamo viaggiando con le vele, il prof ha deciso di tornare indietro, perché il vento non ci stava aiutando e la cosa più importante era riparare il motore. Le nostre facce? Deluse e tristi. Saremmo dovuti tornare a Nettuno, dormire lì e ripartire per Ponza domani mattina presto! Ma come, la parte migliore di questo viaggio è proprio stare a Ponza di sera! Comunque abbiamo iniziato a tornare indietro.. Poi una barca della guardia costiera ci ha fatto invertire rotta e visto che il vento è incontrollabile la barca è tornata a viaggiare verso Ponza.. Non ho mai visto persone cambiare atteggiamento ed espressione così velocemente!"


Ore 18.00
I ragazzi hanno toccato terra da un po', stanno esplorando l'isola. Alcuni di loro si trovano su un autobus con gli occhi rivolti verso i finestrini ad ammirare estasiati i meravigliosi paesaggi di Ponza. Mare trasparente, grotte, piscine naturali. Tutto ha uno strano sapore selvaggio. Tutto è caldo.

"E' strana Ponza.. Ha un'aria misteriosa, si percepisce calore ovunque, sembra non appartenere a questo tempo.. Ma è bellissima, spettacolare! Addirittura l'acqua del porto è limpida e sembra un'acquario.. La nostra barca è ormeggiata vicino all'altra; dopo aver fatto un giro panoramico su un autobus insieme a Gianmarco, Flaviana e Roberta, Giulia ed io torniamo sulla barca a cenare. Il vento è fresco! Più tardi se vogliamo uscire a fare una passeggiata ci conviene rifugiarci in qualche locale, o bar. Che facciamo domani prof? Andiamo a fare il bagno in qualche bel posto? Forse andiamo all'arco naturale, o a Cala Inferno, dove i subacquei fanno un'immersione. Adesso andiamo a cercare un locale per passare la serata! Ne abbiamo trovato solo uno piccolino, infatti dopo aver bevuto qualcosa siamo tornati in barca.. Sono stanchissima.. La barca si muove impercettibilmente, quasi non la sento.. Buonanotte Ponza, a domani.."


Giovedì, 31 maggio.

Ore 5.30
Il sole sorge, Ponza dorme ancora. Il calore sta tornando a bagnare le barche, gli scogli, le case, la pelle. Calma totale. Pace. Sale, acqua, gabbiani, voglia di tuffarsi in quel mare stupendo. Questa giornata dovrà durare tanto.


"Giulia stamattina presto è andata a vedere l'alba perché non riusciva a dormire.. Io non ce l'ho fatta ad alzarmi, ho dormito un'altra ora. Stamattina andiamo a fare il bagno all'arco naturale e poi da lì ripartiamo direttamente per Nettuno.. Perché il paradiso dura così poco? Qui sto benissimo, mi sto caricando di energia positiva, non vorrei mai andarmene.. Ma il prof è riuscito a far riparare il motore da un meccanico qui al porto, quindi non ci sono scuse: all'una ripartiremo. Beh, godiamoci questa pace fino all'ultimo! Non ci mettiamo molto per arrivare all'arco naturale.. e lo spettacolo è mozzafiato! Il mare è solo per noi, minuscoli puntini nell'infinito. L'acqua è gelida! Piano piano riesco a scendere dalle scalette.. vado sott'acqua e apro gli occhi: il blu mi circonda, profondo, freddo, intrigante, maestoso. Nuoto con Giulia fino alla riva piena di sassi: è tremendo camminare qui sopra! Il sole è potente, ci rilassa, ci abbandoniamo a questa pace precaria, così fragile e sfuggente.."


Ore 13.15
La barca riparte, bagnata. I ragazzi hanno finito la loro avventura. Fa caldo, ma il vento ha iniziato a danzare tra le onde. I ragazzi sanno che tutto ciò che hanno vissuto queste ore è qualcosa di irripetibile. Perché il paradiso dura così poco?


"Ciao, Ponza. Perché ho l'impressione che tutto sia stato solo un sogno? Un breve flash che mi ha catapultata a vivere queste ore senza pensare a niente, solo a vivere. Man mano che ci allontaniamo dall'isola ilo mare sembra più grigio, il cielo anche, forse sono veramente più grigi.. Il mare non brilla più. Non posso pensare che domani tornerà tutto come prima, scuola, impegni, pensieri, appuntamenti, orari.. Qui ho vissuto per sognare, e basta. Non ci posso credere, non ce la faccio a tornare a scuola.. Ciao, Ponza. Le onde mi stanno riempiendo la testa di pace e non resisto.."


Ore 19.30
La barca si ferma al molo. I ragazzi salutano i loro genitori, i loro amici. I ragazzi profumano ancora di Ponza e di mare, per loro è difficile spiegare cosa hanno vissuto. La barca torna a riposare, i ragazzi la guardano. Si allontanano piano, non riescono a staccare gli occhi dall'orizzonte. Quella linea perfetta che separa due elementi così simili, così blu, il cielo, il mare. La pace.


"Sono a terra, ma ho ancora la sensazione di dondolare sulle onde.. E Ponza? E il mare? E il sole? Sono qui sul mio letto a ripensare a tutto il viaggio.. e una leggera brezza mi provoca dei brividi; forse è il vento salato dell'isola che mi è rimasto addosso. Dopo questi due giorni ho imparato ad apprezzare anche i più insignificanti momenti di tranquillità che mi si presentano davanti durante la giornata. Siamo solo dei minuscoli puntini nell'infinito, è vero.. E la pace è molto difficile da trovare, per noi che siamo così piccoli.. Buonanotte Ponza.."




Prof, quanto è profondo qui il mare?
61 metri.
E qui, prof?
98 metri,
E qui?
Il computer riesce a percepire la profondità fino a 100 metri.. Qui staremo sui 200-400..




Piccoli insignificanti puntini nell'infinito. 
Perché il paradiso dura così poco?

8 commenti:

  1. ...ogni tuo scritto provoca un'emozione.Brava, brava sul serio!

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  2. Airone!! *___* non mi hai parlato dei gabbiani che urlavano >.< ahahah stupenda :3

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  3. brava brava brava

    "Siamo solo dei minuscoli puntini nell'infinito, è vero.. E la pace è molto difficile da trovare, per noi che siamo così piccoli..."

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  4. Oddio che emozioni mi hai fatto vivere *-* sembra una specie di diario sia x il modo in cui racconti che per l'impostazione :) brava Airone

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    1. Grazie Luna.. L'intenzione era quella di fare una specie di diario, ma volevo renderlo diverso dal solito.. :) **

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  5. Wow, se è stato così meraviglioso leggere la descrizione, non oso pensare cosa possa essere stato viverlo in prima persona *-*

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  6. Una bellissima avventura ** grazie MaryBlue :):)

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  7. La tua sorellina preferita.11 giugno 2012 05:17

    Metti le foto degli altri premi. Brava comunque.

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