Una raccolta di pensieri.

martedì 26 giugno 2012

10 giorni!

Ed eccomi qui su questo blog dopo ben 10 giorni di assenza..
Non ho perso la voglia di scrivere, ci mancherebbe.
Ma, lo sapete, io scrivo soprattutto (anzi, direi SOLO) post che riguardano me stessa, i miei stati d'animo, le emozioni che provo.. E forse, bah, in questi 10 giorni non c'è stato niente di rilevante che avrei potuto raccontare.
Oddio, in realtà qualcosa c'è stato.
Il 17 è stato il mio compleanno e la sera ho organizzato una cena qui a casa con i miei amici - e con il mio ragazzo, che se non lo scrivo poi lui mi dice che non lo considero abbastanza .. (:P) - e sono stata benissimo. Ero circondata da persone che mi vogliono veramente bene (o perlomeno così sembra!) e le loro risate mi hanno riempito il cuore di felicità! Stavo al settimo cielo, tutti i miei amici, i miei veri amici, quelli con cui posso parlare di tutto, che mi ascoltano.. E lui, il mio primo vero amore, il primo tra l'altro che partecipa a un mio compleanno. Non potevo chiedere di meglio! 
Ho anche provato a fare una specie di discorso.. La mia intenzione era quella di fare un discorso serio, di quelli che commuovono e che alla fine si concludono con un grande abbraccio.. Ma sono riuscita solo a farfugliare qualche stupida parola, presa dall'emozione e dalla consapevolezza di non essere in grado di dire cose più sensate. Così, lo scrivo qui il discorso che avrei voluto fare:

"17 anni non è un traguardo importante come i 18, o come i 20, o come i 50 anni .. 17 anni è un numero anonimo, un'età che credo passerà velocemente per tutti, con la smania di arrivare al famoso diciottesimo. Ma proprio durante il mio diciassettesimo anno di vita sono cresciuta tanto e ho vissuto momenti che non dimenticherò mai.
Ho capito chi sono le persone di cui mi posso fidare ciecamente.
Ho conosciuto un ragazzo speciale che amo.
Ho avuto una nuova sorella, che mi mancherà molto quando se ne andrà.
Sono riuscita ad apprezzare e soprattutto a riconoscere i piccoli gesti d'affetto delle mie sorelle piccole.
Ho litigato.. E ho imparato a chiedere scusa (anche se devo ancora migliorare in questo) ..

Ho fatto molte altre cose che non sto a qui a raccontare, anche perché voi le sapete meglio di me! Sono arrivata a oggi, 17enne, cresciuta e con una personalità abbastanza plasmata.
Vorrei continuare ad essere vostra amica fino alla fine e vorrei festeggiare con voi ancora molti compleanni..
Ok, discorso finito. Adesso posso spegnere le candeline!"

Sì, una cosa del genere.

Il 18, come ogni 18 di ogni mese, è stato il nostro giorno e mi sono resa conto che sono passati già 7 sette mesi da quando ci siamo messi insieme! SETTE mesi! Non pensavo che saremmo arrivati fino a qui. Sette mesi sono tantissimi e quando st'inverno guardavo l'agenda del mio cellulare e andavo avanti, aprile, maggio, giugno, pensavo "chissà se ci faremo mai un bagno al mare insieme!"
E invece, eccoci.. Con la voglia di veder passare ancora molti altri 18 mano nella mano..

E poi cos'altro è successo questi giorni?

Lui ha iniziato la maturità, e tra poco mi dirà i risultati degli scritti.. Lunedì ha l'orale, e io starò in prima fila a sostenerlo!

Abbiamo scoperto che nonno ha un problema al cuore abbastanza importante e da quando ne sono venuta a conoscenza, inconsciamente sono preoccupata e spaventata.

Ho iniziato ad andare al mare, anche se quest'anno è tutto diverso..

Ho ricominciato a leggere! Ho finito due libri, "Il gioco dell'angelo" di Carlos Ruiz Zafon e "La caduta di casa Usher" di Edgar Allan Poe .. Ho ricominciato ad assaporare il profumo dei libri come facevo l'anno scorso, ad immergermi dentro pagine e pagine di vita..

E non so per quale motivo non ho mai sentito la necessità di accendere il computer e scrivere.
E' da 10 giorni che penso al blog e al fatto che l'ho trascurato.. E mi è venuta in mente una frase che lessi qualche tempo fa su facebook: "Scrivo quando c'è qualcosa che non va in me.. Se sto bene esco fuori, non mi metto a scrivere."
Non era così, ma il concetto era questo. Beh, non so se è perché sto bene, che non scrivo più.. E poi non penso di stare bene al 100%.. Ma la cosa importante è che stamattina, dopo 10 giorni, ho scritto qualcosa. E so per certo che scriverò ancora!

sabato 16 giugno 2012

Se fossi un prof mi farei un esame di coscienza..

Ho perso la fiducia e la stima nei confronti di tutti gli esseri umani che hanno l'onore di chiamarsi "professori". Sul serio, ho deciso di cambiare completamente atteggiamento nei loro confronti e nei confronti della scuola.
Stamattina ho letto i quadri della mia classe e vi posso assicurare che non ho mai visto niente di più scandaloso! Voti inventati, voti cancellati, voti dati per premiare, voti dati per penalizzare, voti alti quando dovrebbero essere bassi e voti bassi a persone che si sono fatte un sedere grosso così per avere un minimo di soddisfazione personale. Voti. Tantissimi voti. la maggior parte buttati a caso su un foglio, giusto per scrivere qualcosa.
Questo è fare il professore? Questo è essere un professore?
In sintesi, tutti i miei amici sono d'accordo su una cosa: sono state premiate le persone che meritavano molto meno e sono state penalizzate quelle che speravano in molto di più.
Professori.
Bollano i ragazzi come "5 crediti", "6 crediti", "7 crediti". E in verità NON SANNO quanto meritiamo veramente.
Sparano voti come proiettili e come proiettili colpiscono gli studenti e il loro entusiasmo, la loro determinazione e la loro voglia di continuare questo massacro di neuroni.
Sono scoraggiata, ma non fino al punto di mollare tutto. Anzi, sono ancora più incazzata di quanto non lo sia stata st'inverno ogni volta che la prof di biologia commetteva l'ennesima ingiustizia verso di me!
Sono veramente tanto incavolata, delusa e amareggiata.
Ma anche questo serve, no? Anche questo aiuterà a migliorarmi sempre di più, giusto?
So solo che in questi due ultimi anni di liceo sarò più fredda, più calcolatrice e più cinica in tutto ciò che riguarderà il mondo scolastico. Sì, farò girare le palle a tutti i professori, fino a che non si arrenderanno e mi daranno quello che mi spetta, quello che mi merito.
Niente più rapporti umani, niente più chiacchiere. C'è bisogno di prove scritte, punto.

E continuo a prendermi le malattie cerebrali per queste cavolate. Sono proprio una stupida.

Ma tra meno di due ore è il mio compleanno, questa è l'unica cosa che adesso mi rilassa; tra meno di due ore avrò 17 anni, domani a quest'ora starò insieme ai miei amici, alle mie sorelle e al mio ragazzo e sarò la persona più felice del mondo.

E il prossimo anno vedremo come andrà. Mi farò il culo come quest'anno, anche peggio, e dimostrerò a tutti che si sbagliano. Professori. Mi fate schifo, la scuola intera mi fa schifo.
Per adesso, estate.

mercoledì 13 giugno 2012

Poche parole..

Un'estate che non c'è.. Un'estate invisibile, inafferrabile..
Sole tiepido, vento, troppo vento..
Caldo, afa, sudore, acqua e poi quell'inaspettata nostalgia dei momenti in cui era tutto freddo, piatto e veloce.
Nostalgia dell'inverno, quando l'estate nemmeno c'è.
Riesco ad essere così tanto lunatica e indecisa, a volte.
Mi mancate, amici. Tutto qui.

sabato 2 giugno 2012

Due giorni alla scoperta della pace.

Mercoledì, 30 maggio.

Ore 7.10
Il porto di Nettuno è deserto. Mare calmo, all'apparenza. Le barche ferme ondeggiano piano, come se si stessero riposando. Il cielo è coperto da nuvole grigie, ma comunque oggi sarà bel tempo. Poca voglia di parlare, tanta di partire. Visi insonnoliti. Borsoni appoggiati all'entrata del molo D nell'attesa di essere caricati su una di quelle barche.

"Certo potevamo partire un po' più tardi.. Ma tutti gli altri dove sono? L'appuntamento era alle 7.15, tra qualche minuto dovrebbero essere qui. Mamma mia che sonno.. Chissà qual è la nostra barca! Ecco, due ragazze del nostro equipaggio hanno aperto il cancelletto del molo e ci stanno facendo strada verso la barca! Mentre cammino, insieme a Giulia commento ogni barca cui passiamo vicino: wow, questa è bellissima! Guarda questa, è proprio grande! Questa invece non è niente di che.. Siamo arrivate alla nostra barca: sopra ci sono già i professori, Latorre e La Spezia, che ci salutano e ci invitano a salire. Un saluto veloce ai genitori di Giulia che ci hanno accompagnate e poi sono subito a piedi nudi che cammino sopra la barca! E'.. Bellissima! Ci sono quattro cabine, ognuna da due posti; visto che siamo dieci persone totali le altre due dormono sul divanetto che diventa un letto. Giulia ed io posiamo i nostri borsoni in una cabina e già non siamo più insonnolite, non vediamo l'ora di partire! Aspettiamo le ultime persone dell'equipaggio che hanno fatto qualche minuto di ritardo e poi, quasi senza rendercene conto, sciogliendo una cima, accendendo il motore, la barca si muove!"

Ore 8.20
La barca si muove veloce, ha superato l'altra con cui è partita. Se si girano verso poppa i ragazzi possono vedere ancora la costa di Nettuno, una lunga striscia grigio scuro a contrasto con il cielo limpido. Se si girano verso prua, l'affascinante infinito dell'orizzonte. Sorrisi, onde, entusiasmo. Il viaggio è iniziato da poco ma sembra essere passato già tantissimo tempo. 

"L'euforia della partenza ha già lasciato il posto al lento trascorrere del tempo.. Sentiamo solo il rumore del motore e del vento e ci stiamo rendendo conto che sarà un lungo viaggio, se non troviamo qualche svago! Ho appena conosciuto Silvia e Silvia, due ragazze che stanno in barca con noi; sono molto simpatiche e divertenti e la cosa più buffa è che loro, amiche, hanno lo stesso nome e anche noi, amiche, ci chiamiamo allo stesso modo.. Quattro ragazze per due nomi! Parlando con le nostre nuove compagne di viaggio il tempo passa più velocemente. Che succede? Cosa? Il motore non funziona più? E adesso? Il prof dice di non preoccuparci, sicuramente è solo un piccolo problema con il gasolio.. Ridiamo per sdrammatizzare, nel frattempo aiutiamo il prof a issare la randa e il genoa (che sarebbe il fiocco nelle barche più piccole).. Sono due ali di farfalla giganti! Pezzi di bianco altissimi, forti, leggeri.. Approfittiamo del poco vento che c'è e proseguiamo verso Ponza a vela!"


Ore 15.30
Ponza è un blocco di rocce e di verde. La barca viaggia ancora, dopo ore, sta girando intorno all'isola per arrivare al porto. A destra Palmarola, a sinistra Zannone. Altri blocchi di terra incantevoli. Flash, voci, vento. Sono quasi arrivati, un piccolo faro li saluta sopra uno scoglio altissimo.

"Ce l'abbiamo fatta! Osservare la terra di Ponza da sopra la barca è molto rilassante.. Ma quanto ci vuole per arrivare al porto? E' dall'altra parte dell'isola, il prof dice almeno un'ora.. ancora. Gli altri sono già arrivati da una mezz'oretta, ma purtroppo noi abbiamo perso tempo per colpa del guasto al motore: dopo circa quarantacinque minuti che stavamo viaggiando con le vele, il prof ha deciso di tornare indietro, perché il vento non ci stava aiutando e la cosa più importante era riparare il motore. Le nostre facce? Deluse e tristi. Saremmo dovuti tornare a Nettuno, dormire lì e ripartire per Ponza domani mattina presto! Ma come, la parte migliore di questo viaggio è proprio stare a Ponza di sera! Comunque abbiamo iniziato a tornare indietro.. Poi una barca della guardia costiera ci ha fatto invertire rotta e visto che il vento è incontrollabile la barca è tornata a viaggiare verso Ponza.. Non ho mai visto persone cambiare atteggiamento ed espressione così velocemente!"


Ore 18.00
I ragazzi hanno toccato terra da un po', stanno esplorando l'isola. Alcuni di loro si trovano su un autobus con gli occhi rivolti verso i finestrini ad ammirare estasiati i meravigliosi paesaggi di Ponza. Mare trasparente, grotte, piscine naturali. Tutto ha uno strano sapore selvaggio. Tutto è caldo.

"E' strana Ponza.. Ha un'aria misteriosa, si percepisce calore ovunque, sembra non appartenere a questo tempo.. Ma è bellissima, spettacolare! Addirittura l'acqua del porto è limpida e sembra un'acquario.. La nostra barca è ormeggiata vicino all'altra; dopo aver fatto un giro panoramico su un autobus insieme a Gianmarco, Flaviana e Roberta, Giulia ed io torniamo sulla barca a cenare. Il vento è fresco! Più tardi se vogliamo uscire a fare una passeggiata ci conviene rifugiarci in qualche locale, o bar. Che facciamo domani prof? Andiamo a fare il bagno in qualche bel posto? Forse andiamo all'arco naturale, o a Cala Inferno, dove i subacquei fanno un'immersione. Adesso andiamo a cercare un locale per passare la serata! Ne abbiamo trovato solo uno piccolino, infatti dopo aver bevuto qualcosa siamo tornati in barca.. Sono stanchissima.. La barca si muove impercettibilmente, quasi non la sento.. Buonanotte Ponza, a domani.."


Giovedì, 31 maggio.

Ore 5.30
Il sole sorge, Ponza dorme ancora. Il calore sta tornando a bagnare le barche, gli scogli, le case, la pelle. Calma totale. Pace. Sale, acqua, gabbiani, voglia di tuffarsi in quel mare stupendo. Questa giornata dovrà durare tanto.


"Giulia stamattina presto è andata a vedere l'alba perché non riusciva a dormire.. Io non ce l'ho fatta ad alzarmi, ho dormito un'altra ora. Stamattina andiamo a fare il bagno all'arco naturale e poi da lì ripartiamo direttamente per Nettuno.. Perché il paradiso dura così poco? Qui sto benissimo, mi sto caricando di energia positiva, non vorrei mai andarmene.. Ma il prof è riuscito a far riparare il motore da un meccanico qui al porto, quindi non ci sono scuse: all'una ripartiremo. Beh, godiamoci questa pace fino all'ultimo! Non ci mettiamo molto per arrivare all'arco naturale.. e lo spettacolo è mozzafiato! Il mare è solo per noi, minuscoli puntini nell'infinito. L'acqua è gelida! Piano piano riesco a scendere dalle scalette.. vado sott'acqua e apro gli occhi: il blu mi circonda, profondo, freddo, intrigante, maestoso. Nuoto con Giulia fino alla riva piena di sassi: è tremendo camminare qui sopra! Il sole è potente, ci rilassa, ci abbandoniamo a questa pace precaria, così fragile e sfuggente.."


Ore 13.15
La barca riparte, bagnata. I ragazzi hanno finito la loro avventura. Fa caldo, ma il vento ha iniziato a danzare tra le onde. I ragazzi sanno che tutto ciò che hanno vissuto queste ore è qualcosa di irripetibile. Perché il paradiso dura così poco?


"Ciao, Ponza. Perché ho l'impressione che tutto sia stato solo un sogno? Un breve flash che mi ha catapultata a vivere queste ore senza pensare a niente, solo a vivere. Man mano che ci allontaniamo dall'isola ilo mare sembra più grigio, il cielo anche, forse sono veramente più grigi.. Il mare non brilla più. Non posso pensare che domani tornerà tutto come prima, scuola, impegni, pensieri, appuntamenti, orari.. Qui ho vissuto per sognare, e basta. Non ci posso credere, non ce la faccio a tornare a scuola.. Ciao, Ponza. Le onde mi stanno riempiendo la testa di pace e non resisto.."


Ore 19.30
La barca si ferma al molo. I ragazzi salutano i loro genitori, i loro amici. I ragazzi profumano ancora di Ponza e di mare, per loro è difficile spiegare cosa hanno vissuto. La barca torna a riposare, i ragazzi la guardano. Si allontanano piano, non riescono a staccare gli occhi dall'orizzonte. Quella linea perfetta che separa due elementi così simili, così blu, il cielo, il mare. La pace.


"Sono a terra, ma ho ancora la sensazione di dondolare sulle onde.. E Ponza? E il mare? E il sole? Sono qui sul mio letto a ripensare a tutto il viaggio.. e una leggera brezza mi provoca dei brividi; forse è il vento salato dell'isola che mi è rimasto addosso. Dopo questi due giorni ho imparato ad apprezzare anche i più insignificanti momenti di tranquillità che mi si presentano davanti durante la giornata. Siamo solo dei minuscoli puntini nell'infinito, è vero.. E la pace è molto difficile da trovare, per noi che siamo così piccoli.. Buonanotte Ponza.."




Prof, quanto è profondo qui il mare?
61 metri.
E qui, prof?
98 metri,
E qui?
Il computer riesce a percepire la profondità fino a 100 metri.. Qui staremo sui 200-400..




Piccoli insignificanti puntini nell'infinito. 
Perché il paradiso dura così poco?