Una raccolta di pensieri.

mercoledì 9 maggio 2012

"Tutta la vita dei filosofi è meditazione della morte"

"Tutta la vita dei filosofi è meditazione della morte"

F.Petrarca

Questa citazione, contenuta nel Fedone di Platone e poi ripresa da Petrarca, può essere un interessante spunto di riflessione per scrivere qualcosa di diverso dal solito.
Prima di tutto, chi sono i filosofi?
Tra quelli che ho studiato a scuola quest'anno ci sono Aristotele, Socrate, Platone, Pitagora, Euclide.. Sono tutti grandi pensatori, sono uomini che hanno avuto la sfrontatezza di dare risposte a domande oscure: "dove viviamo, chi siamo, cos'è la vita, cos'è l'essere, di cosa è fatto il mondo.."
I filosofi amano la cultura, la politica, l'amore, le scienze, la natura.
I filosofi non credono in Dio e in nessun'altra divinità, sono atei.
Per questo, forse, non sanno rispondere a questa domanda: "cosa c'è dopo la vita?"
Cosa c'è dopo la vita?
Me lo sono sempre chiesta; quando ero piccola credevo nel Paradiso, me lo immaginavo anche: persone che passeggiavano sopra le nuvole, bianchissime e vaporose. Pensavo che nel Paradiso gli uomini non avessero né fame né sete, non provassero dolori o emozioni e che ci fosse Dio a parlare con loro. Inoltre ero convinta che al Paradiso potesse andarci chiunque, anche le persone cattive; sarebbe stato un modo per vivere finalmente una vita all'insegna della bontà e del rispetto per gli altri.
Ho creduto al Paradiso fino a 12-13 anni, poi si è incrinato qualcosa.
Non so se sono atea, o se in fondo un po' ci credo in Dio, devo ancora schiarirmi le idee al riguardo; quello che so per certo è che non può esistere nessun posto fatto di nuvole bianche popolato da anime buone.
No, non esiste il Paradiso.
Non so cosa ci sia dopo la morte ma non può esserci il Paradiso.
E non so se questo mio modo di pensare sia positivo, perché.. Se non c'è il Paradiso, cosa c'è? Almeno chi crede nell'aldilà può stare tranquillo, può prendere la vita con più calma, si può permettere anche di non finire di fare tutto, di non portare a termine qualcosa.. Chi ci crede non ha questa ansia, non ha questa paura: morire. Tanto dopo la morte ci sarà un'altra vita, stavolta eterna. Senza scadenze, senza orari, senza problemi. Una vita per sempre.
E chi non ci crede, nell'aldilà?
Io non ci credo, i filosofi non ci credono.. Molta gente non ci crede. Che succede?
Siamo costretti a sprecare una vita intera continuandoci a farci domande e a non trovare risposte?
Veramente i filosofi dedicano tutta la loro vita a meditare sulla morte?
Io ho paura della morte. Una paura pazzesca!
Per questo non ci penso mai, perché per adesso non mi interessa. Per adesso vivo.
Vivo.
Vivo giorno per giorno, al massimo faccio programmi per la prossima settimana, per il prossimo mese, per il prossimo anno; ma non per la prossima vita.
La morte mi spaventa, mi terrorizza. Non è vero che c'è il Paradiso, dopo la morte non c'è niente!
Allora perché dovrei buttare via tutta la mia vita, la mia bellissima vita, la mia vita materiale, scorretta, fatta di errori, di "peccati", di episodi orribili, di dolore e di sentimenti cattivi, per pensare alla morte?
Dopo la morte non c'è niente. In questa vita ci sono cose brutte, ma almeno c'è qualcosa.
Penso sia veramente sciocco pensare continuamente alla morte piuttosto che assaporare la vita.
Probabilmente i filosofi di cui parla S.Agostino (che pronuncia la frase all'inizio, nel Secretum di Petrarca) sono filosofi credenti, come lui; per questo durante la loro vita meditano sulla morte, perché la loro meditazione porterà dei frutti, forse li preparerà all'aldilà. 
Spendono la loro vita in modo giusto, senza fretta, senza ansia, senza paura, perché sanno che non finisce tutto quando un cuore smette di battere: dopo c'è una vita ancora più bella.
Sant'Agostino con questa frase cerca di persuadere Francesco a "disprezzare i casi mortali", cerca di fargli capire che deve intraprendere la strada giusta, che lo porterà alla patria celeste; cerca di farlo liberare dal troppo attaccamento ai beni materiali.
Non so e non potrò mai sapere quale punto di vista sia il più "giusto", perché non ne esiste uno più giusto dell'altro. Esistono i credenti e non credenti.
I credenti hanno la sicurezza che dopo la morte li aspetti qualcosa di bello.
I non credenti non hanno sicurezze a parte la loro vita terrena.
Penso di appartenere maggiormente al secondo tipo di persone.
Non del tutto, perché in qualcosa credo; anche se in molto poco, ultimamente.
Possiamo interrogarci sulla vita, filosofi o non filosofi; possiamo provare a darci risposte. Ma non possiamo sapere, al 100%, se è vero che dopo la morte ci siano tante nuvolette candide ad aspettarci.
Così continuo a non pensarci. E a vivere. 
Mi ha colpito la frase che ci ha detto il prof, ma non ricordo di chi sia: "quando siamo vivi, la morte non esiste, la vita esiste. Allora perché pensare a qualcosa che non esiste?" .. Era qualcosa del genere, non ricordo perfettamente. 

Voi che ne pensate?

3 commenti:

  1. Ciao, passa da me: c'è un giochino per te! :)

    RispondiElimina
  2. Ciao.
    Io sono atea, non ho mai creduto in Dio. I miei non mi hanno neanche battezzato, mi hanno lasciata libera di scegliere. Ma atea ho deciso di rimanere.
    Ma se c'è qualcosa che mi spiazza, è proprio quella domanda, cosa succede dopo la morte. Perché atei o credenti, per la morte ci passiamo tutti. Anche io, come te, per ora preferisco non pensarci molto. Credo che il fatto di essere giovani non te la fa accettare. Forse la accetteremo quando la sentiremo arrivare, allora la saluteremo come un'amica.
    Penso anche che i filosofi che hanno 'meglio' pensato alla morte sono stati tutti quelli precedenti ai filosofi cristiani. Non so perché, ma la lovo visione mi sembra più confortante, che dicano che dopo c'è qualcosa e che dopo non ci sia nulla. I miei preferiti rimangono gli epicurei.
    Ma c'è sempre quella domanda che resta sul fondo. Quando ci penso davvero, penso che non è possibile che non ci sia niente. Dove va quell'energia che anima il nostro corpo? Non credo all'anima, anche se qualcuno l'ha chiamata così. Forse va a finire da qualche parte, ma il dove, quello credo che lo sapremo solo alla fine.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In un certo senso ci rimango male se penso che dopo non ci sarà niente.. Come è possibile? Una vita intera buttata al vento, senza una conclusione, senza uno scopo? Bah! Hai ragione, lo sapremo solo alla fine.. Purtroppo non posso dirti la mia opinione sugli epicurei perché non li ho ancora studiati a scuola. Ma la filosofia mi piace.
      A presto :)

      Elimina