Una raccolta di pensieri.

venerdì 23 dicembre 2011

Pensieri confusi/2

Mi è appena crollato il mondo addosso e fa malissimo. La botta che ho preso mi fa uscire molte lacrime, che escono silenziose e complici, poi si disperdono sul mio viso e si asciugano e rimane solo il freddo. E mi sento come se non avessi più niente dentro, perchè lei se n'è andata, ha detto che deve sbollire, e lui non mi parla perchè l'ho ferito. Lei ha ragione, qui è sempre una lotta eterna, un'infinita gara in cui vince chi ha più ragione degli altri, vince chi alza di più la voce, chi dice più VAFFANCULO, vince chi è più forte. Ma stavolta non ha vinto nessuno, abbiamo tutti perso. Siamo tutti dei perdenti, perchè non riusciamo a trovare un cazzo di equilibrio. Lei ha ragione, dice che non ce la fa più, dice che vuole andarsene. E lui non parla, non dice niente, ma prima ho sentito la sua voce spezzata. La sua voce spezzata che attimi prima era forte. Lei non ce la fa più. Io non ce la faccio più. Chi è più grande perde, qui dentro, perchè i piccoli cancellano subito le cose brutte che accadono. In questi momenti mi sento talmente grande, talmente responsabile di quello che succede, che penso sia tutta colpa mia e nn c'è niente di più giusto che pensare questo. Ma non voglio essere grande adesso, voglio pensare che in realtà io non c'entro niente, che le cose degli adulti non mi riguardano, che tutto lo schifo che si è creato non ha niente a che fare con me. Per un momento l'ho odiato, ma pensavo che fosse una discussione come tutte le altre in precedenza, come tutte quelle che capitano in una famiglia normale. Ma poi è stato diverso, perchè la mia non è una famiglia normale, lei ha ragione, se n'è andata, ha detto, se n'é andata perchè non ce la fa più. Non ce la più per colpa mia, credo, anzi ne sono convinta, non c'é motivo per pensare a un'altra soluzione. E poi l'ho ferito, tanto da fargli spezzare la voce, tanto da non poterlo più guardare negli occhi, tanto da farmi uscire queste cazzo di lacrime che adesso non si asciugano più, perchè vanno più veloci, scivolano sotto gli occhi, sulle guance, sotto il mento e poi giù. Questa doveva essere una bella giornata, domani è la vigilia ma qui dentro è solo uno schifo, uno schifo insopportabile e tremendo, che fa male. E scrivo, senza parlare, senza piangere più, perchè forse non ho nessun diritto di piangere ancora, visto che lei se n'è andata e lui non mi guarda. Piango io, tra tutti, la sola che ha la faccia tosta di piangere. E bagno tutto lo schermo, con le mani bagnate e le guance bagnate e vorrei andarmene, come ha fatto lei, ma io non ho nessun diritto di farlo. Non so dov'è, non è mai successo, lui la chiama ma non voglio snetire, voglio solo sparire. Voglio isolarmi, perchè è la cosa che mi riesce meglio in questi casi, in questi momenti di odio e tensione. In cui tutti vogliono avere ragione. In cui tutti si scannano come animali. In cui tutti perdono. E scrivendo le lacrime hanno ripreso ad asciugarsi, ma non va tutto bene. E penso che ci vuole molto poco, anche solo una parola, per far crollare il mondo. E quando ti crolla addosso il mondo fa male. E spero che questa sia l'ultima volta, la prima e l'ultima, perchè nessuno se lo merita. Non ce la faccio.

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