Una raccolta di pensieri.

domenica 27 novembre 2011

Ci stiamo aspettando?

Non era solo un gioco tra amici. Era un gioco di sguardi. Te ne sei accorto? Stavamo correndo e tu sapevi sempre dove mi trovavo, lo sapevi, ti giravi, mi guardavi e il gioco continuava. Io sapevo sempre dove trovarti, eri lì, correvi e aspettavi il mio sguardo. Ci stavamo aspettando. Quando i nostri occhi si incontravano era un casino.. Te ne sei accorto? Hai capito quello che è successo? Era un casino! Talmente tanta confusione! Ecco, tu hai questo potere su di me: mi confondi. E mi fai arrabbiare, veramente tanto. Te ne accorgi? Quando mi guardi sprofondo, sprofondo come fai tu continuamente; sprofondo perché io leggo i tuoi sguardi, li capisco. I tuoi sguardi sono tristi, infinitamente tristi e spenti, bui e persi. Vorrei non sapere niente di te.. Vorrei scoprire i tuoi sguardi come qualche tempo fa, quando erano meno tristi. Ora sono sempre uguali.. Ma oggi c'era qualcosa in più. Può la tua insicurezza trasmettermi tanta protezione? Può una persona così debole darmi tanta energia? Tu ci riesci, tu mi confondi! 

Ma non rendere tristi anche i miei sguardi. Perfavore, io adesso non sono triste e non voglio esserlo. 

E il gioco è finito e i tuoi sorrisi soddisfatti anche. Rabbrividisco ricordando quegli sguardi: cercavi un appiglio, un gancio, qualcosa per non sprofondare di nuovo. Io potevo aiutarti, sai? Se avessi capito, qualche tempo fa, ora sarebbe tutto diverso. Io potevo tirarti su; certo, ci sarebbe voluto del tempo, forse anche tanto, ma ci sarei riuscita e i tuoi sguardi adesso sarebbero diversi. 
Ci inseguivamo, te ne sei accorto?
E mi stuzzicavi, tutto il tempo!
Ti avvicinavi.
Inconsapevolmente.
Ti avvicinavi sempre di più a me.
Perché in fondo quando ci troviamo vicini stiamo bene.

Non lo ammetti, ma i tuoi sguardi sono tristi.
I miei no.

Stava a te decidere, hai preso la strada sbagliata. Ora sprofondi e chissà quando ti rialzerai.

Sei veramente così coraggioso e pazzo come dici di essere? Affronti veramente i rischi, gli ostacoli e le sfide con forza e determinazione come dici? Quella sfida l'hai persa. La stai perdendo e per questo mi arrabbio! Svegliati! Non meriti questo! Meriti sguardi meno tristi! 
Ma io adesso cosa posso fare?
Cosa?
Io adesso non posso.
Prima sì.
Ma tu hai perso.
Ora no.
E tu mi guardi così.
Così.
Buio.

Non mi afferrare, altrimenti sprofondo anche io, lo sai. Afferra i ricordi! Afferra i rimorsi! Afferra il dolore! Afferralo, quel maledetto dolore! E poi raccontamelo. Sì, raccontamelo. Forse posso dare un senso ai tuoi sguardi.

Continua a correre.
Tanto mi trovi lì.
Basta che ti giri, mi guardi e il gioco continua.

Non smettiamo di giocare proprio adesso.
Non ho detto che ormai è troppo tardi.
Apri gli occhi e guarda i miei: sono così limpidi. Te ne sei accorto?

Io ci sono, voglio esserci una seconda volta.
Ci stiamo aspettando.


3 commenti:

  1. Ho letto questo post con nelle orecchie "Back to life", Giovanni Allevi.
    Commovente, davvero :)

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  2. Penso sia la cosa più bella che io abbia mai letto in un blog **

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  3. Bello, bello, bellissimo! Mi hai veramente colpito con questo post. Mi piace il tuo modo di scrivere ;)

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